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Vivere bene anche con la dermatite atopica

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In caso di dermatite atopica, il benessere cutaneo può essere raggiunto attraverso una serie di comportamenti e stili di vita ad hoc.

Qual è la prima cosa che viene in mente in montagna, dopo una grande scalata, quando si arriva in cima? Sicuramente quella di fermarsi a gustarsi il panorama, osservandolo a 360° in ogni sua minima angolazione. Perché quella grande fatica deve essere ricompensata da una gratificazione fisica, visiva ed emotiva, che ripaghi della conquista della vetta.

Cosa c’entra questo paragone con la dermatite atopica? C’entra, eccome. Perché, per raggiungere uno stato di benessere, anche nella dermatite atopica si deve procedere per tappe, per piccole conquiste e scoperte quotidiane che porteranno a poco a poco a raggiungere l’agognato obiettivo: quello di ridurre il terribile prurito e gli altri sintomi di questa malattia decisamente fastidiosa.

“L’Everest del benessere cutaneo” non va pensato come meta irraggiungibile! Al contrario, ci si può arrivare, con cura e attenzione. Come? Alleviando i disturbi con comportamenti e stili di vita ad hoc che riguardano la persona, le sue abitudini e l’ambiente che la circonda.

Dermatite atopica? Fatti aiutare!

laevia

Il problema cutaneo che ti affligge è dermatite atopica? Scoprilo!
Partecipa a questo test che ti aiuterà a capirne meglio i sintomi e le cause, e ti indicherà la strada da seguire per una migliore qualità della vita.

Il test è realizzato in collaborazione con Laevia: creme e prodotti per dare sollievo alla pelle dai sintomi della dermatite atopica.

Benefica terapia

La periodicità della visita dal pediatra o dallo specialista è fondamentale nel caso della dermatite atopica perché consente di modificare la terapia a seconda dell’evoluzione della malattia, sfruttando anche le svariate opzioni terapeutiche a disposizione oggigiorno: dalle pomate cortisoniche con effetto antinfiammatorio agli antistaminici utili ridurre il prurito, dagli immunomodulatori ai derivati della ascomicina come tacrolimus e pimecrolimus.

Viva l’idratazione

La terapia, da sola, serve a poco se contemporaneamente non si distribuisce una buona dose quotidiana di coccole alla pelle. Tra le norme per la gestione della dermatite atopica e del suo prurito c’è sicuramente quella di curare la pelle per preservarne la corretta idratazione, a mollo e all’asciutto, con acqua, bagni, detergenti, sali e creme emollienti specifiche.

Solo prodotti specifici. I prodotti che si utilizzano devono essere privi di parabeni, tensioattivi come SLS e SLES, profumi, coloranti e conservanti artificiali. Devono inoltre essere testati per il nichel, altrimenti si rischia queste sostanze potenzialmente allergizzanti portino alla comparsa di allergie da contatto, con ulteriore peggioramento della dermatite.

Sì alla persona curata

Igiene significa anche attenzione alla propria individualità, cioè mantenere la pelle in un contesto il più sano possibile, anche fuori dall’acqua, nella vita di tutti i giorni. A cominciare dal mattino. Che cosa si fa subito dopo colazione? Ci si veste!

Abbigliamento leggero e naturale. La buona regola per tutti i pruriginosi è quella di non coprirsi troppo perché l’eccessiva sudorazione stimola il prurito, e di porre come primo indumento a contatto con la pelle un capo che sia di cotone o di lino, che sia morbido, non aderente e non colorato, evitando in particolare lana e fibre sintetiche che possono pungere. In alternativa a questi tessuti delicati, vanno preferiti il pile in caso di temperature eccessivamente rigide, la seta o la viscosa.

Come trattare i capi di abbigliamento? Anche i vestiti vanno trattati con cura e questo significa che vanno lavati a 60 gradi con sapone di marsiglia e risciacquati molto bene e a lungo.

Scarpe di cuoio. E ai piedi cosa mettere? Scarpe naturalmente! Ma che siano di cuoio, con una suola che può essere anche di gomma per la stagione fredda separata però da una intersuola anch’essa di cuoio.

Unghie ben tagliate. Cosa manca ancora per la perfetta cura della persona? Le unghie. Specie nel bambino piccolo devono essere cortissime, per evitare che, grattandosi, si procuri delle lesioni.

Tenere a bada lo stress. Non ultimo occorre curare anche le emozioni perché le situazioni emotivamente violente, lo stress, gli spaventi e le paure possono acutizzare gli episodi di dermatite.

Uffa quanta polvere!

Il pericolo dermatite si nasconde anche nell’aria. In quella viziosa, degli ambienti chiusi, nei granelli di polvere, nei giocattoli pelosi e morbidosi e nei materiali degli arredi e del letto (cuscini, materassi ecc.). Che fare allora? Una bella profilassi ambientale, fatta di tanti accorgimenti che possano aiutare a ridurre la concentrazione degli acari. Ad esempio:

  • Arieggiare bene le stanze, soprattutto la camera da letto
  • Cambiare le lenzuola almeno una volta alla settimana
  • Nel letto, utilizzare speciali coperture antiacaro
  • Lavare frequentemente le tende
  • Evitare moquette, tappeti e soprammobili sui quali si accumula facilmente la polvere

La dermatite non va in vacanza

Pensare che la dermatite atopica possa fare la sua comparsa anche nel periodo più bello dell’anno, quello delle vacanze estive, sembra un incubo! Ma questo rischio può essere sensibilmente diminuito se si mettono in pratica alcune buone misure preventive. Considerando il fatto che di norma le temperature più secche portano beneficio alla cute, va detto però che il sole può fare danni se preso in maniera rapida e violenta, soprattutto all’inizio della stagione. Allora prudenza: bisogna esporsi ai raggi UV in maniera graduale e utilizzando un’adeguata fotoprotezione.

Bimbi al mare o in piscina. Se nell’attesa di andare al mare i piccoli trascorrono qualche ora di sollazzo a mollo nell’acqua di una piscina, niente paura. Non ci sono controindicazioni al cloro, ma solo l’avvertenza di applicare sulla pelle una crema idratante specifica, ogni volta che escono dall’acqua. E al mare? Potranno esistere solo dei problemi in caso di lesioni essudanti che a contatto con l’acqua salata bruceranno. In ogni caso, dopo il bagno in mare è super consigliata la doccia per togliere ogni traccia di sale dalla pelle perché può provocare irritazione.

Ma lo sport va bene?

I bambini, si sa, hanno l’argento vivo addosso e tenerli fermi non è facile. Meglio allora che scarichino tutta la loro energia in una sana attività sportiva. Ma è compatibile con il problema della dermatite atopica? Sì, cercando di evitare sport nei quali si suda eccessivamente. In ogni caso, dopo la ginnastica a scuola o in palestra è bene sciacquarli sotto la doccia, applicando alla fine un emolliente per lenire un eventuale prurito stimolato dalla sudorazione. Il consiglio naturalmente vale anche per gli adulti.

Anche la pelle ha fame di cibi sani

Nella dermatite atopica conta anche la tavola. Una dieta corretta, sana e bilanciata, ricca soprattutto di frutta e verdura che forniscono alla pelle vitamine e sali minerali, pesce, grassi di origine vegetale, fibre e cereali è fondamentale in qualsiasi periodo dell’anno, ma soprattutto d’inverno quando la pelle è privata dei benefici del sole e l’alimentazione è più ricca di carboidrati, grassi e cibi raffinati. Non bisogna dimenticare neppure di bere tanta acqua (almeno 8 bicchieri al giorno per gli adulti, pari a 1,5-2 litri quotidiani) e di limitare il consumo di bevande zuccherate.

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Magazine di Allergologia con i consigli pratici per combattere le allergie

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