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#1 – Il prick test: non fa male ma la dice lunga

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Oggi in ufficio la situazione della mia collega Marta mi ha ricordato la mia della scorsa primavera, quando l’allergia mi stava facendo impazzire: non ero mai stata dal medico, non sapevo a cosa imputare tutto quello stare male, quel naso chiuso, quella mancanza di respiro e soprattutto non sapevo cosa prendere per alleviare questi sintomi. Poi l’allergologo mi ha dato una mano. Certo, non credo certo di aver risolto il problema perché purtroppo sono allergica anche alla polvere che è presente nell’ambiente perennemente. Però magari Marta è allergica solo ai pollini e quindi il suo malessere è limitato a un periodo specifico dell’anno. Lo spero per lei! Le ho consigliato di farsi vedere dal mio medico e di farsi dare eventualmente la mia stessa terapia. Lei ha paura del test cutaneo e in effetti anch’io ero terrorizzata dagli aghi, ma l’ho rassicurata sul fatto che al massimo si sente solo un po’ di fastidio. “E poi – le ho detto – cosa vuoi che sia un pizzicotto sulla pelle in confronto alla tortura della rinite allergica!”. Spero mi dia retta e che in primavera possa tornare a sorridere anche lei.

I CONSIGLI DELL’ALLERGOLOGO

allergologo

IL PRICK TEST E’ RAPIDO E INDOLORE. CONSISTE NELL’APPLICARE SUL BRACCIO UNA GOCCIA DI ALLERGENE E NEL PUNGERE POI LA PELLE ATTRAVERSO QUESTA GOCCIA. SE IL SOGGETTO E’ SENSIBILIZZATO, SI SVILUPPERA’ UN POMFO: SCOMPARIRA’ IN FRETTA MA DIRA’ MOLTO SULLE SOSTANZE DA EVITARE.

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