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Dermatite atopica e allergia agli acari: un binomio ricorrente

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Per non veder peggiorare le proprie manifestazioni cutanee serve una corretta profilassi ambientale: le strategie per rendere dura la vita agli acari.

Se è vero che la dermatite atopica non è una malattia allergica nel senso classico del termine, c’è però un dato su cui riflettere, cioè che nella maggioranza dei casi si associa a sensibilizzazione allergica nei confronti di allergeni ambientali. Principalmente si tratta degli acari della polvere.

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Gli acari: animali che provocano allergie

Gli acari sono minuscoli animaletti che vivono nelle nostre case, soprattutto in camera da letto, nei materassi e nei cuscini, e che si nutrono di funghi, batteri, frammenti di insetti, briciole, peli, squame di pelle, forfora. Il loro habitat naturale è rappresentato dalla polvere e dai luoghi, oggetti o contesti in cui questa si possa annidare. Lì, fra la polvere, gli acari nidificano, prolificano, rilasciano secrezioni di varia natura che circolano poi facilmente nell’aria e così finiscono per essere inalate, provocando reazioni anomale da parte del sistema immunitario di chi è particolarmente sensibile.

Obiettivo: ridurre la proliferazione degli acari

Invisibili, piccoli, minacciosi: gli acari della polvere sono un acerrimo nemico della pelle con dermatite atopica. E, purtroppo, sono imbattibili: la loro disturbante presenza non potrà mai essere debellata del tutto, ma alcune norme preventive, di natura soprattutto ambientale e di bonifica, possono diminuirne la proliferazione riducendo di conseguenza sintomatologie cutanee e il rischio di malattie respiratorie o di altra natura.

Gli acari amano il caldo. Questi microrganismi vivono magnificamente a temperature che superano i 20°C, ma cominciano a perdere i colpi, e quindi a ridurre anche il loro ciclo vitale, quando le temperature si abbassano intorno ai 16°C. Stentano a vivere, anche se in realtà sopravvivono comunque, attorno agli 0°C. Per una convivenza ragionevole, sarebbe dunque bene mantenere il clima degli ambienti tra i 18°C e i 20°C, specie nelle camere da letto.

Lotta all’umidità. Caldo e umido: è questa l’accoppiata climatica preferita dagli insidiosi animaletti, che infatti proliferano soprattutto in ambienti in cui il tasso di umidità relativa è fra il 60-80%. Se l’ambiente è più secco, con una umidità relativa che scende tra il 50-55%, la vita diventa dura per l’acaro a tal punto che si disidrata fino alla morte. Bisogna fare in modo di ridurre in casa, il più possibile, ogni fonte o situazione che possa apportare o aumentare l’umidità. La prima indicazione è di utilizzare i deumidificatori impostando il valore di umidità al 50%, specie negli ambienti a rischio come le camera da letto, i seminterrati, i locali a pianterreno o esposti a nord. Vanno invece banditi gli umidificatori che, aumentando il livello di umidità relativa, favoriscono anche la proliferazione degli acari. E’ bene poi ridurre tutte le altre fonti di umidità,  ad esempio evitando che il vapore prodotto dalla doccia o dal bagno fuoriesca dalla stanza (aprire bene le finestre per lasciarlo uscire!), così come è necessario tenere chiusa la porta della cucina o aprire le finestre mentre si è ai fornelli. Ancora non andrebbero stesi i panni bagnati in casa, perché possono aumentare il tasso di umidità.

Gli acari odiano il sole. Gli acari sono esserini fotofobici, rifuggono cioè i raggi solari perché se esposti ad essi muoiono. Dunque è sempre consigliabile dare luce ai locali, con il vantaggio di arieggiare anche le stanze, meglio al mattino e per una ventina di minuti al giorno. E allora… Aria!

Via i granelli di polvere. Spazzare via tutta la polvere è una lotta impari, però si può fare il possibile per ridurre al minimo la presenza dei corpuscoli nell’aria, cominciando con la pulizia accurata degli ambienti. Ogni giorno è bene passare un panno umido, che è in grado di raccogliere buona parte dei parassiti, partendo dalle superfici più alte dei mobili. La raccomandazione è, laddove possibile, di pensare a una casa minimal, con un arredamento semplice, pochi soprammobili o librerie aperte, moquette, tappeti e tendaggi pesanti che possano richiamare molta polvere ed essere difficili da pulire. Poi, in casa, meglio limitare anche il numero di piante ornamentali che favoriscono lo sviluppo di muffe, alimento gustosissimo per gli acari.

Pavimenti tirati a lucido. La prima regola per la pulizia dei pavimenti è passare a terra un panno elettrostatico in grado di catturare la polvere senza sollevarla. L’ultimo tocco va riservato a una mega aspirazione anche di divani, tappeti, coperte. Che aspirapolvere scegliere per arrivare allo scopo? Un dispositivo ad acqua o dotato di un sistema di filtraggio HEPA (High Efficiency Particulate Arrestance) che sembra essere efficace nel ridurre la concentrazione delle particelle allergizzanti nell’ambiente perché non disperde nuovamente gli acari nell’aria durante le pulizie. Gli aspirapolveri a sacchetto o ad aria, invece, rimettono in circolazione parte degli allergeni rendendoli così respirabili, mentre quelli con vapore secco (150°C) riescono a penetrare in profondità eliminando una parte degli allergeni, ma sono sconsigliati su tappeti e materassi perché le fibre trattengono l’umidità favorendo lo sviluppo degli acari.

Attenzione alla camera da letto! E’ l’ambiente più delicato della casa, da arredare e seguire con maggiore cura perché luogo previlegiato degli acari, alla ricerca di contesti polverosi che qui si trovano a iosa. Primo fra tutti il letto e i suoi rivestimenti.

  • Materassi e guanciali dovrebbero essere in lattice, un materiale che consente la buona traspirazione senza essere permeabile alla polvere
  • Le lenzuola andrebbero lavate a 60°C ogni settimana e, al momento del cambio, è consigliabile passare la superficie del letto con un panno umido per togliere acari e residui di pelle e peli
  • I materassi dovrebbero essere coperti con speciali coperture antiacaro. Si tratta di tessuti in cotone o in poliestere antiallergici, cioè sono in grado di bloccare il passaggio degli allergeni. Sono ideali per coprire anche i cuscini e il piumone. Le coperture antiacaro possono avere un ciclo di pulizia più ampio delle lenzuola: basta un lavaggio in lavatrice ogni 6/8 settimane per spezzare il ciclo di vita degli acari
  • Materassi, cuscini, coperte di lana e piumoni andrebbero esposti alla luce diretta del sole quotidianamente per alcune ore e battuti in un luogo aperto almeno una volta alla settimana
  • Cuscini e tende andrebbero lavati, sempre a 60°C, almeno ogni due mesi

E il letto dove lo metto? Dovunque piaccia ma lontano dai caloriferi perché il calore emesso provoca un movimento di aria e di polvere. Se in camera sono presenti uno o più termosifoni, o altre fonti esterne di calore, vanno puliti regolarmente con cura. In caso di condizionatori d’aria è raccomandata la sostituzione periodica dei filtri.

Occhio ai giocattoli. Nella camera dei bambini sarebbe indicato tenere il minor numero di peluche e pupazzi morbidosi e, quei pochi, lavarli in lavatrice ogni settimana a 60°C per eliminare più polvere possibile e non farla stazionare a lungo tra i peli.

Infine, tenere in ordine. E’ bene non lasciare sparsi per la stanza gli abiti, che  tendono a raccogliere la polvere: meglio riporli nell’armadio una volta dismessi, dopo averli spazzolati a lungo. E le scarpe? Non vanno lasciate né indossate in camera perché la suola contiene tutti gli agenti inquinanti e polverosi esterni che fanno bene agli acari ma non alla pelle!

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Magazine di Allergologia con i consigli pratici per combattere le allergie

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