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Le allergie sono in aumento. L’ipotesi igienica ci spiega il perché.

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Da alcuni decenni, soprattutto nei paesi occidentali, le allergie sono in netto aumento. I fattori in gioco sono molteplici, ma molti dati lasciano pensare che una ridotta esposizione agli agenti infettivi possa essere l’elemento chiave. Intorno a questo concetto si è sviluppata la cosiddetta “ipotesi igienica”.

Negli ultimi decenni i casi di allergia ed asma hanno subito un’impennata, e questo è stato particolarmente evidente nel mondo occidentale. Le ragioni di questo aumento non sono del tutto chiare. È assai improbabile che alla base vi sia un incremento della predisposizione a sviluppare allergie, in quanto i cambiamenti genetici – in una popolazione – richiedono tempi lunghissimi, non certo qualche decina di anni.

L’aumento delle allergie – da un altro punto di vista –  contrasta fortemente con la netta riduzione delle malattie infettive, a seguito delle migliori misure di sanità pubblica, della massiccia disponibilità e dell’uso degli antibiotici, dei programmi di vaccinazione. Questo ha portato anche ad una corrispondente riduzione dell’esposizione a microrganismi non infettivi nella nostra vita di tutti i giorni.

Il cambiamento radicale nell’esposizione ai microrganismi ha sicuramente un impatto anche sullo sviluppo e sul funzionamento del sistema immunitario, e potrebbe essere responsabile – almeno in parte – dell’aumento delle malattie allergiche soprattutto nei paesi dove le condizioni di vita sono migliori e quindi è ridotta l’esposizione ai germi. Questa teoria è comunemente indicata con il nome di “ipotesi igienica”, e numerosi studi hanno portato dati a conferma della sua validità.

Inizialmente, questa teoria ha tratto le proprie origini dall’osservazione che alcune condizioni sociali “svantaggiate” (come la sovrappopolazione, un elevato numero di occupanti la stessa abitazione, o vivere in condizioni di scarsa igiene) sembravano conferire una sorta di “protezione” nei confronti delle malattie allergiche quali rinite, asma o dermatite atopica.

Nel corso degli anni, molti altri studi hanno portato dati a supporto della teoria, anche se non sono mancate le critiche ed una buona dose di studi di significato opposto e contrastante.

Prendiamo, ad esempio, il ruolo degli animali domestici e da fattoria. Molti dati derivati da studi scientifici mostrano come la vita in fattoria ed il contatto con gli animali riduca il rischio di sviluppare un’allergia nel corso della vita; secondo altri studi, anche il contatto con animali domestici (cane e gatto) nelle fasi precoci della vita potrebbe avere un effetto simile. Tuttavia, differenti gruppi di ricerca, per quanto riguarda il contatto con gli animali domestici, hanno rilevato dati opposti. Bisogna sempre considerare che questi dati sono ricavati da studi “di popolazione”, ottenuti da elaborazioni statistiche su un elevato o elevatissimo numero di soggetti esaminati. Il risultato finale è che – ad oggi – non siamo in grado nel singolo individuo di capire se tenere in casa il cane o il gatto potrà avere un effetto protettivo o conferire un maggior rischio di sviluppare un’allergia nel corso della vita.

Negli ultimi anni, inoltre, si sta facendo strada un’altra importante idea: quella dell’importanza del microbiota intestinale. Cos’è il microbiota intestinale? È l’insieme dei microbi che costituiscono la flora intestinale. La composizione del microbiota è influenzata a sua volta da molti fattori, compresa l’esposizione ai germi ambientali, le varie malattie infettive a cui il soggetto è andato incontro e le relative terapie antibiotiche, nonché il tipo di alimentazione.

Insomma, la comparsa di un’allergia – evento oggi così frequente – è comunque un fenomeno molto molto complesso, dovuto ad una predisposizione genetica del soggetto allergico, e ad una miriade di variabili ambientali. Tra queste, sicuramente le condizioni igieniche, l’esposizione ai germi e le malattie infettive, il ricorso a terapie antibiotiche, ed anche l’alimentazione giocano sicuramente un ruolo importante.

La speranza è che in un futuro non troppo distante, ogni tessera del puzzle possa andare al suo posto e questo complesso disegno possa essere svelato, in modo da riuscire a prevenire l’insorgenza delle allergie in maniera veramente efficace.

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Sono medico, allergologo ed immunologo, editor-in-chief di Allergia e Salute. Se hai trovato utile questo articolo clicca Mi piace! e condividilo. Se vuoi contattarmi per un consiglio o una visita clicca qui >>

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