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Focus su…allergia al polline di cipresso

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L’arrivo dei suoi pollini, per molti allergici, significa l’avvio della stagione degli starnuti e degli occhi arrossati. Il cipresso infatti ha un periodo di pollinazione molto precoce, proprio in questo periodo.

I cipressi sono alberi sempreverdi della famiglia Cupressacee, con chioma affusolata e foglie ridotte a squame. Le specie presenti in Italia hanno foglie generalmente di colore molto scuro (C. sempervirens), ma alcune varietà sono molto chiare o addirittura azzurrognole (C. arizonica). Il genere è diffuso in tutte le regioni a clima caldo o temperato-caldo, anche arido, dell’emisfero settentrionale; ma alcuni tipi di cipresso sono presenti anche nel deserto del Sahara.

Alcune specie di cipressi hanno avuto successo a scopo ornamentale e sono state piantate nelle regioni a clima caldo o temperato di quasi tutto il mondo, ma il cipresso è soprattutto l’albero tipico dei cimiteri perché le sue radici, scendendo a fuso nella terra in profondità invece che svilupparsi in orizzontale (come per le querce e gli altri alberi a chioma larga), non danno luogo a interferenze con le sepolture circostanti.

Il cipresso, però, è anche un albero importante dal punto di vista allergologico. I suoi pollini possono essere rinvenuti nell’aria tra gennaio e maggio, con un picco generalmente tra febbraio e marzo. Tuttavia la pollinazione del cipresso presenta un’ampia variabilità da un anno all’altro, con differenze significative, anche di diverse settimane, in relazione alle condizioni climatiche. In linea generale, alcuni studi condotti nel Sud della Francia a cavallo degli anni 2000 hanno mostrato una tendenza del picco pollinico del cipresso ad anticipare, anno dopo anno, probabilmente in relazione al progressivo riscaldamento del pianeta.

I pollini di cipresso possono essere rinvenuti nell’aria in tutte le regioni italiane, anche se le maggiori concentrazioni – e quindi la maggiore intensità dei sintomi per i soggetti allergici – vengono raggiunte nelle regioni dell’Italia centrale (Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo e Molise).

L’allergia al cipresso  è una pollinosi emergente. Nonostante l’albero si sia diffuso nel bacino Mediterraneo fin dai tempi antichi, l’allergia al cipresso è stata segnalata per la prima volta solo qualche decina di anni fa e negli ultimi 15-20 anni è andata progressivamente aumentando.

I pochi dati epidemiologici disponibili per la pollinosi da cipresso indicano come questa condizione si presente nel 2,5-5% della popolazione generale. Nei soggetti allergici, invece, la pollinosi da cipresso varia dal 9% dell’Italia settentrionale, al 28% dell’Italia centrale, al 20% dell’Italia meridionale.

La sintomatologia legata alla pollinosi da cipresso è analoga a quella di altre allergie ad inalanti, ovvero:

  • Rinite, con stranuti, prurito, congestione e secrezione nasale
  • Asma bronchiale o suoi equivalenti (ad esempio tosse secca)
  • Congiuntivite, con prurito oculare e lacrimazione

La diagnosi può essere fatta con i test allergologici cutanei (prick test per inalanti, il pannello di allergeni standard dovrebbe sempre comprendere il polline di cipresso) o su sangue (dosaggio IgE specifiche per polline di cipresso).

La terapia non si discosta dalla terapia generalmente consigliata per la rinite/rinocongiuntivite allergica o per l’asma bronchiale, a seconda dei casi.

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Sono medico, allergologo ed immunologo, editor-in-chief di Allergia e Salute. Se hai trovato utile questo articolo clicca Mi piace! e condividilo. Se vuoi contattarmi per un consiglio o una visita clicca qui >>

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