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Dermatite da contatto: allergica o irritativa?

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Quando la pelle si irrita al contatto con una sostanza si pensa sempre ad una forma allergica…ma non sempre è così.

Pelle arrossata, prurito, eczemi…sono tutti segnali che qualcosa non sta andando per il verso giusto sulla nostra pelle. Ma a cosa sarà dovuto tutto questo?

Il punto di partenza, per il medico che si trova a valutare delle lesioni cutanee, – oltre all’aspetto delle lesioni stesse – è la loro distribuzione sulla superficie corporea. Una dermatite da contatto, tipicamente si sviluppa nelle sedi di maggior contatto con le sostanze presenti nell’ambiente esterno, l’esempio più tipico è a livello delle mani, o dove la cute è maggiormente sensibile, ad esempio al volto dove c’è comunque – soprattutto nelle donne – un contatto significativo con sostanze ad uso cosmetico.

Ma anche una volta che la natura “da contatto” della dermatite è stata compresa, rimane ugualmente il dubbio: sarà una forma allergica o una forma irritativa?
Vediamo di capire in cosa consiste la differenza…

La dermatite allergica da contatto è una reazione che si sviluppa per azione del sistema immunitario; in particolare i linfociti, che sono cellule del sistema immunitario presenti anche nella cute, innescano una risposta infiammatoria quando si trovano in presenza di una determinata sostanza. Ovviamente questo accade solo nel soggetto “allergico” (anche se sarebbe meglio dire sensibilizzato…), perché nel soggetto non allergico il linfocita a contatto con tale sostanza non attiva nessun tipo di reazione, trattandosi di prodotti perfettamente innocui.

A questo punto, si ha l’inizio di una reazione infiammatoria che si manifesta appunto con eritema, prurito e lesioni eczematose.
Esistono molte sostanze che, in una discreta percentuale di soggetti, sono in grado di determinare reazioni allergiche da contatto. Tra queste spiccano sicuramente il nichel, ampiamente presente nell’ambiente e che possiamo ritrovare sia negli oggetti metallici, sia  nei coloranti scuri e nelle tinture per capelli, sia infine nei prodotti cosmetici (ecco perché in commercio troviamo ormai moltissime linee di cosmetici nichel free). Ma ve ne sono anche altri di importanti, come la parafenilendiamina (anche questo un colorante scuro) o diversi conservanti che si trovano in svariati tipi di prodotti.

Come fare per diagnosticare un’allergia da contatto? Il test indicato, in questi casi, è il patch test…ne abbiamo già parlato qui. È da sottolineare che il patch test è il test specifico per le forme di allergia da contatto, che hanno un loro meccanismo ben preciso e che è del tutto differente da quello delle allergie cosiddette IgE-mediate (come per esempio le allergie respiratorie o le allergie alimentari classiche, per le quali si utilizza per la diagnosi il prick test).

E se il patch test risultasse negativo, cosa fare? Come già detto, esistono anche forme di dermatite da contatto su base irritativa, quindi non allergica. In questo caso il patch test risulta negativo, perché il meccanismo non è supportato da un’attivazione del sistema immunitario. È la sostanza stessa che fa la funzione di “agente irritante”, magari trovando gioco facile su una cute non perfettamente resistente agli stimoli esterni. La nostra pelle infatti è una barriera, che ha la funzione di isolarci dal mondo esterno. Se la barriera non è abbastanza resistente, molte più sostanze del dovuto riescono ad attraversarla e quindi a causare effetti nocivi.

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Sono medico, allergologo ed immunologo, editor-in-chief di Allergia e Salute. Se hai trovato utile questo articolo clicca Mi piace! e condividilo. Se vuoi contattarmi per un consiglio o una visita clicca qui >>

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