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Anafilassi e shock anafilattico: l’importanza di essere preparati

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Le più temibili complicanze delle reazioni allergiche, anafilassi e shock anafilattico, riguardano un ristretto numero di pazienti, i quali devono però prestare la massima attenzione

Di shock anafilattico abbiamo già parlato in precedenza (leggi qui l’articolo del mese di Maggio), ma l’attenzione su questo delicato argomento non è mai abbastanza.

Anafilassi e shock anafilattico: qual è la differenza?

L’anafilassi è definita come «una grave reazione allergica a rapida comparsa e che può causare la morte»; quando l’anafilassi coinvolge anche l’apparato cardio-circolatorio, con una brusca caduta della pressione arteriosa, si parla di shock anafilattico. Queste due condizioni sono l’estremo più grave di ogni reazione allergica, e se non affrontate adeguatamente e rapidamente possono avere temibili conseguenze.

Chi è a rischio di anafilassi?

L’anafilassi (e lo shock anafilattico), teoricamente, possono colpire ogni individuo. Questo rischio, tuttavia, è bassissimo, potremmo dire solo potenziale. Diventa invece più concreto in alcuni soggetti che sono già andati incontro a reazioni allergiche, specialmente allergie alimentari, allergia a farmaci, allergie al veleno degli insetti o in caso di gravi stati asmatici. Inoltre, esiste una rara patologia – la mastocitosi sistemica – che conferisce un aumentato rischio di anafilassi. È per questo che ogni soggetto con precedenti reazioni allergiche dovrebbe rivolgersi allo specialista allergologo, che provvederà ad effettuare una stratificazione del rischio di avere una reazione allergica grave.

Il compito dello specialista allergologo, in questi casi, è molto importante e comprende:

  1. Identificare i fattori di rischio d’insorgenza di reazioni allergiche gravi, al successivo contatto con l’allergene
  2. Impostare un corretto percorso diagnostico e terapeutico, in funzione della gravità delle reazioni precedenti e del rischio di reazioni future
  3. Informare correttamente il paziente sul comportamento da tenere in caso di nuova (grave) reazione allergica

La terapia d’emergenza per l’anafilassi: l’adrenalina

In caso di grave reazione allergica, quindi di anafilassi o shock anafilattico, la terapia d’emergenza è costituita da un’iniezione intramuscolare di adrenalina. Questa può essere effettuata dal medico soccorritore sul territorio o in Pronto Soccorso; tuttavia, ai soggetti notoriamente a rischio di anafilassi, dovrebbe essere sempre prescritto l’autoiniettore di adrenalina, in modo che possano autosomministrarsi il farmaco, senza ulteriore perdita di tempo, quando necessario. Come detto sopra, è compito dell’allergologo stabilire in quali casi sia necessario prescrivere l’autoiniettore di adrenalina.

Non solo adrenalina: l’importanza di essere preparati

Tuttavia, in caso di grave reazione allergica, c’è un altro elemento fondamentale che influenza in maniera molto significativa il risultato finale: essere preparati a gestire l’evento critico. Nel caso in cui al paziente sia stato prescritto l’autoiniettore, questo tornerà sicuramente utile, ma prima di tutto dovrà essere prontamente disponibile. Purtroppo sono ancora molti i casi in cui, proprio quando sarebbe risultato utile o addirittura vitale, ci si accorge che l’autoiniettore di adrenalina è stato la lasciato in auto, a casa, in ufficio o semplicemente in un’altra borsa…in questo caso – è superfluo dirlo – non potrà essere d’aiuto. Quindi il primo messaggio è proprio questo: chi ha l’autoiniettore di adrenalina deve sempre tenerlo a disposizione.

Anche il secondo messaggio può suonare banale, ma è anch’esso di fondamentale importanza: chiamare aiuto il prima possibile. Questo significa, se si è soli, attirare l’attenzione di chiunque si trovi nei paraggi, e soprattutto allertare quanto più rapidamente possibile i servizi territoriali di emergenza (telefonando al 118 in Italia o al 112 se ci si trova in un altro paese europeo). Questo semplice accorgimento è di fondamentale importanza, perché il soggetto colpito da una grave reazione allergica potrebbe perdere i sensi molto rapidamente, e ciò – in assenza di testimoni o altre persone informate dell’accaduto – farebbe ritardare notevolmente i soccorsi.

Un altro notevole vantaggio dell’allertare precocemente il 118 consiste nel poter farsi guidare telefonicamente dal personale – medico ed infermieristico con specifica formazione nella gestione delle emergenze –; questo aiuto non è affatto da trascurare.

Infine, la vittima della reazione allergica dovrà posizionarsi (in un ambiente sicuro, se siamo all’esterno) in posizione sdraiata e possibilmente con le gambe in alto, per facilitare l’afflusso di sangue alla testa.

Questi erano alcuni piccoli accorgimenti, ma spesso trascurati, che possono fare la differenza.

Leggi anche: Dieci cose (importanti!) da sapere sullo shock anafilattico >>

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Sono medico, allergologo ed immunologo, editor-in-chief di Allergia e Salute. Se hai trovato utile questo articolo clicca Mi piace! e condividilo. Se vuoi contattarmi per un consiglio o una visita clicca qui >>

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