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Arrivano i temporali…e le allergie: attenzione alla thuderstorm asthma!

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Siamo abituati a pensare agli attacchi d’asma in primavera, ed alla pioggia come un’alleata degli asmatici, che riduce la concentrazione di polline nell’aria. Ma non sempre è così…

Le allergie respiratorie, lo sappiamo bene, sono in aumento. Quasi un soggetto su 3 in Italia soffre di rinite allergica, mentre l’asma bronchiale colpisce circa 7 persone su 100. Per gli allergici, il periodo peggiore è ovviamente quello primaverile, ma anche durante e dopo l’estate possono nascondersi delle insidie. Una di queste è “l’asma da temporale” o in inglese “thunderstorm asthma”.

Cosa è l’asma da temporale?

La pioggia, solitamente, riduce i sintomi delle allergie respiratorie, perché abbatte fisicamente la presenza di pollini nell’aria. Così può succedere che un soggetto con rinite o asma, da una sintomatologia intensa e fastidiosa, possa arrivare a tirare un sospiro di sollievo dopo appena poche gocce di pioggia. Tuttavia, quando la pioggia si fa più intensa, è un altro rischio è in agguato. I soggetti allergici ai pollini ed asmatici, in caso di pioggia violenta – come accade durante un temporale – possono avere improvvisi attacchi d’asma.

Questo accade principalmente per due ragioni: la prima è che gli attacchi d’asma sono più frequenti quando le temperature si abbassano. L’aria fredda è infatti uno stimolo “asmogeno”, in grado di aumentare l’infiammazione dei bronchi ed indurre la loro muscolatura a contrarsi, determinando il broncospasmo.

Ma ancora più importante, è che quando la pioggia è violenta, i granuli pollinici possono essere frammentati dalle gocce di pioggia che li colpiscono, acquisendo dimensioni ancora più piccole del solito (un granulo pollinico, generalmente, misura pochi micron di diametro) e penetrando così con maggiore facilità a livello delle vie aeree.

Ospedali e Pronto Soccorsi affollati durante i temporali…

È questo, con ogni probabilità, il motivo principale per cui sono state osservate – durante i temporali – particolari picchi di accesso in Pronto Soccorso o di ricovero  in Ospedale a causa di riacutizzazioni asmatiche. In letteratura esistono diverse segnalazioni, Italiane ed Europee, che segnalano particolare concentrazione di riacutizzazioni asmatiche proprio durante giornate temporalesche. Questi dati, prima di tutto, devono far capire quanto possa essere importante l’infiammazione allergica per i soggetti asmatici, e quanto questa patologia non debba essere trascurata.

I consigli per affrontarla in maniera ottimale, in fin dei conti, sono semplici: avvertire il medico in caso di comparsa di sintomatologia respiratoria, ed affidarsi allo specialista (pneumologo o allergologo) per la diagnosi. Seguire attentamente le indicazioni terapeutiche e sottoporsi a regolari controlli. Infime, quando viene prescritta una terapia al bisogno da utilizzare in caso di attacco d’asma (solitamente si tratta di uno spray broncodilatatore), ricordarsi di portarla sempre con sé.

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Sono medico, allergologo ed immunologo, editor-in-chief di Allergia e Salute. Se hai trovato utile questo articolo clicca Mi piace! e condividilo. Se vuoi contattarmi per un consiglio o una visita clicca qui >>

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