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Rinite allergica: quanto è fastidiosa e quanto ci costa!

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La rinite allergica è spesso sottovalutata. Numerosi studi, al contrario, pongono l’accento sull’impatto della rinite sulla qualità di vista e sui costi ad essa correlati.

Come mai la rinite è così spesso trascurata? Nella vita frenetica di oggi, non è semplice trovare il tempo da dedicare alla propria salute, soprattutto quando si tratta di problemi – fortunatamente – di non particolare gravità, ma che possono ugualmente incidere sulla vita di ognuno di noi. E di fronte al crescente bisogno di salute della popolazione, talvolta, anche il medico di medicina generale può attribuire uno scarso peso alla rinite allergica, al confronto con altre patologie. Da queste premesse, è presto spiegato come mai una significativa parte dei soggetti con rinite allergica sfugga alla valutazione dello specialista allergologo e si affidi a terapie che – nella migliore delle ipotesi – non sono ottimali, ma che spesso poi risultano inefficaci o addirittura peggiorative (vedi anche l’articolo sull’automedicazione, su Allergia e Salute di giugno).

Qual è l’impatto della rinite sulla qualità di vita dei soggetti allergici?

Oggi sappiamo che la rinite allergica ha un notevole impatto sulla qualità di vita, sotto molteplici punti di vista. Un studio condotto da Vandenplas e collaboratori, pubblicato nel 2008 sulla rivista scientifica Current Opinion in Allergy and Clinical Immunology ha evidenziato come la presenza di rinite allergica contribuisca ad aumentare le giornate di assenza da lavoro. Questo fenomeno, in realtà, è di piccole dimensioni: gli Autori hanno calcolato un 1-4% di giorni di assenza dal lavoro in più per i soggetti allergici rispetto ai non allergici. Tuttavia, il dato maggiormente significativo è un altro: l’impatto sul “presenteismo”, termine complicato che sta ad indicare quella situazione in cui il lavoratore si reca sul posto di lavoro ma presenta una scarsa produttività dovuta al malessere che lo affligge. Ebbene, il calo di produttività dei soggetti con rinite allergica è stato calcolato in un range dell’11-40% rispetto ai controlli non allergici. Un dato sicuramente molto significativo e con notevoli risvolti dal punto di vista socio-economico, se consideriamo che fino al 30% della popolazione soffre di rinite allergica!

Lo stesso studio ha inoltre dimostrato come le assenze dal lavoro e la scarsa performance lavorativa si amplificano all’aumentare della gravità dei sintomi ed anche all’aumentare dell’esposizione agli allergeni. Questo è un dato molto importante, se consideriamo che anche l’ambiente lavorativo (ufficio, scuola, fabbrica, ecc.) talvolta è la fonte principale di allergeni ambientali, primo fra tutti l’acaro della polvere. Mentre a casa, infatti, si possono prendere tutte le dovute precauzioni e ridurre in maniera significativa la concentrazioni degli acari, sul luogo di lavoro – un po’ per l’ampiezza degli spazi, ed un po’ perché le pulizie sono affidate ad altri addetti – l’attenzione alla pulizia non può essere pari a quella del proprio domicilio.

Un altro studio, condotto da un gruppo di ricercatori spagnoli e pubblicato nel 2012 sull’American Journal of Rhinology and Allergy, ha calcolato che la rinite allergica ha un impatto sulla produttività lavorativa maggiore di quanto non lo abbiano due temibili patologie croniche quali l’ipertensione arteriosa ed il diabete mellito.

Senza considerare che esistono molti altri studi scientifici, che confermano quanto la rinite allergica abbia un impatto negativo sul riposo notturno, fondamentale per riuscire ad essere produttivi il giorno seguente, e come incida negativamente anche sul rendimento scolastico dei bambini.

Come riappropriarsi di una qualità di vita soddisfacente, nel caso della rinite allergica?

Le attuali terapie per la rinite allergica sono al tempo stesso molto efficaci e ben tollerate, sia negli adulti che nei bambini. Esistono molte opzioni terapeutiche, ognuna con le proprie caratteristiche peculiari, per cui è compito dello specialista allergologo proporre – nel singolo caso – la strategia terapeutica ottimale. Possiamo dire però, generalizzando un poco, che la terapia antistaminica associata al cortisonico nasale, costituisce la colonna portate della terapia per la maggior parte dei soggetti con rinite allergica. A questo proposito rimando ad un precedente articolo di Allergia e Salute, nel quale venivano introdotte le linee guida ARIA (Allergic Rhinitis and its Impact on Asthma), che racchiudono in sé lo stato dell’arte delle moderne conoscenze allergologiche in fatto di rinite. Nella revisione 2013 delle linee guida ARIA, pubblicata ad inizio anno, si pone proprio l’accento sulla riduzione della qualità di vita del paziente con rinite allergica. L’obiettivo di ristabilire pienamente la qualità di vita e la completa produttività lavorativa deve quindi essere attivamente perseguito al momento della decisione terapeutica. Da questo punto di vista, le linee guida tracciano uno scenario più che incoraggiante, con un ottimo “arsenale terapeutico” a disposizione, e con nuove molecole e nuove terapie – rese disponibili proprio ad inizio 2013 – che presentano caratteristiche di efficacia e di rapidità d’azione ancora superiori, con un notevole beneficio per la salute e la qualità di vita del paziente allergico.

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Sono medico, allergologo ed immunologo, editor-in-chief di Allergia e Salute. Se hai trovato utile questo articolo clicca Mi piace! e condividilo. Se vuoi contattarmi per un consiglio o una visita clicca qui >>

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