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Autunno: tempo di allergie?

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Starnuti, naso che cola, prurito agli occhi…i tipici sintomi dell’allergia primaverile! Ma se questi sintomi compaiono in autunno…cosa significa?

Non c’è mai un attimo di tranquillità per gli allergici: superata la primavera con la sua esplosione di pollini, passata l’estate con tutte le attenzioni per proteggere una pelle troppo sensibile, è arrivato l’autunno e…molti soggetti allergici riprendono a starnutire. Ma quali sono le allergie autunnali e come è possibile difendersi?

Quali allergie si manifestano in autunno?

Nella stagione autunnale gli allergici devono tenere conto che nell’aria si possono trovare almeno tre tipi di allergeni:

  • Pollini, soprattutto quando ci si trova all’aria aperta
  • Derivati degli acari della polvere, negli ambienti indoor
  • Muffe, sia negli ambienti interni che esterni

Le allergie autunnali da pollini

Le concentrazioni di granuli pollinici nell’aria, durante l’autunno, sono sicuramente inferiori rispetto alla stagione estiva, tuttavia non sono da trascurare. Solo poche specie di pollini si trovano nell’aria in questi periodi, vediamo quali sono anche in relazione alle differenti zone geografiche.

I pollini di graminacee (vedi anche l’articolo dedicato alle graminacee sul numero di Aprile) si possono trovare nell’aria, in basse concentrazioni, anche in questa stagione, in tutte le aree geografiche della nostra penisola. Anche i pollini di parietaria (ecco l’approfondimento su questo stesso numero), appartenente alla famiglia delle urticacee, sono riscontrabili in quasi tutte le regioni italiane, fatta eccezione per le zone alpine e quelle adriatiche. Molto più difficile, invece, venire a contatto con altri tipi di polline in questa stagione. Unica eccezione forse il polline di cipresso, presente a basse concentrazioni in Sardegna, dal mese di novembre in poi. Per ulteriori informazioni è possibile consultare il calendario pollinico dell’Associazione Italiana di Aerobologia, dal quale sono stati ricavati questi dati.

Agli acari della polvere piace l’autunno!

Se le allergie ai pollini rappresentano un problema minore in questa stagione, per l’acaro della polvere è vero l’esatto contrario!

L’acaro della polvere infatti, il Dermatophagoides Pteronyssinus (leggi anche l’articolo dedicato), predilige il clima caldo umido e vivendo all’interno delle nostre abitazioni, trova nel periodo autunnale il suo clima ideale. L’umidità portata dalle piogge, insieme al clima non ancora rigido, determinano un habitat ideale per i nostri minuscoli coinquilini. Proprio nella stagione autunnale, infatti, si registrano i maggiori tassi di crescita per l’acaro, che prolifera a dismisura. È pertanto buona norma, per i soggetti con allergia agli acari della polvere, effettuare una pulizia a fondo dell’abitazione nel periodo autunnale. In questo modo si potrà ridurre la quantità di polvere accumulata nell’impianto di riscaldamento e si riuscirà a ridurre la concentrazione di acaro nell’ambiente domestico, con beneficio anche per i mesi a venire. Durante la stagione fredda, inoltre, è importante ricordare che l’acaro si annida molto bene tra materasso, cuscini, coperte e piumoni! Meglio scegliere materassi in polimeri sintetici (al posto del vecchio materasso a molle imbottito di lana) ed evitare le coperte di lana o di vera piuma d’oca. In alternativa, è possibile ricorrere ad appositi gusci anti-acaro per materasso, cuscino e piumone.

L’allergia alle muffe

Anche le muffe, che sono microscopici organismi multicellulari della famiglia dei funghi (o miceti), proliferano nel clima caldo-umido, pertanto le loro spore si ritrovano nell’aria, principalmente, nel periodo tardo-estivo ed autunnale. Le loro spore vengono trasportate dai venti, e possono percorrere in questo modo distanze anche di alcune decine di kilometri.

Solitamente, le specie di muffe che vengono testate dal punto di vista allergologico sono l’Alternaria Alternata, il Cladosporium e l’Aspergillum. L’Alternaria prolifera principalmente su ortaggi e frutti in decomposizione, o in ambienti particolarmente umidi. Il Cladosporium invece, tipicamente, prolifera nel legno in decomposizione. L’Aspergillum, infine, è la muffa più frequente nell’ambiente domestico, dove cresce annidandosi in moquette, tappeti, carta da parati o alimenti in decomposizione, quando l’umidità sale oltre il 50-60%.

Da tenere in considerazione che elevate concentrazioni di muffe possono riscontrarsi in ambienti particolarmente umidi, quali spogliatoi, palestre, piscine. In caso di sintomi di allergia respiratoria che compaiono in questo tipo di ambienti, un’allergia alle muffe va sempre indagata.

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Sono medico, allergologo ed immunologo, editor-in-chief di Allergia e Salute. Se hai trovato utile questo articolo clicca Mi piace! e condividilo. Se vuoi contattarmi per un consiglio o una visita clicca qui >>

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