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Il “vaccino” per le allergie funziona davvero?

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Tutti ne hanno sentito parlare ed è una terapia in uso da molto tempo, ma il cosiddetto “vaccino” contro le allergie per molti è ancora un mistero. Vediamo di fare chiarezza.

L’immunoterapia allergene-specifica (anche detta ITS, o più semplicemente, “vaccino”) è un trattamento preventivo per le reazioni allergiche a sostanze come pollini di vario tipo, acari della polvere, veleno di insetti, allergeni derivati dagli animali domestici ed altri ancora. L’immunoterapia consiste nella somministrazione di dosi progressivamente crescenti di un allergene, a cui la persona è sensibilizzata (che, più o meno, significa “allergica”). Le somministrazioni incrementali di allergene inducono il sistema immunitario a diventare nel tempo meno sensibile (si parla di “desensibilizzazione”, lo vedremo anche più avanti nell’articolo…) riducendo così i sintomi allergici quando il paziente viene a contatto con tale allergene  in futuro.

Una breve storia dell’immunoterapia

L’immunoterapia è una procedura terapeutica che è nata forse prima ancora della stessa allergologia. Quando ancora non sapevamo nulla di sistema immunitario, allergie ed immunoglobuline E (IgE), alcuni illustri medici, pionieri in questo settore, avevano iniziato ad osservare che la somministrazione a dosi crescenti degli allergeni induceva, in molti casi, una “desensibilizzazione”. La cosa sorprendente era inoltre che questo effetto perdurava anche dopo la sospensione delle somministrazioni. In qualche modo, si aveva una copertura a lungo termine dalle manifestazioni della malattia allergica, che richiamava molto da vicino l’effetto dei vaccini per le malattie infettive, a quei tempi già conosciuti (la scoperta del “vaccino” per il vaiolo da parte di Edward Jenner risale al 1796…circa 100 anni prima!).

Ma come funziona il vaccino contro le allergie?

Oggi le conoscenze allergologiche ed immunologiche sono ben diverse da quelle di 100 anni fa, perché la scienza e la ricerca ha fornito prove abbondanti e convincenti sia dei meccanismi che stanno alla base del funzionamento dell’immunoterapia, sia della sua efficacia in molte malattie allergiche, come l’asma bronchiale e la rinite. Tuttavia, come per quasi ogni capitolo della medicina moderna, le nozioni da scoprire sono ancora moltissime, e diverse prestigiose equipe di ricercatori, in tutto il mondo, sono al lavoro per far luce su di esse. Uno dei meccanismi che più probabilmente contribuisce al successo dell’immunoterapia è l’induzione della produzione di un anticorpo differente dalle IgE che ha effetto “bloccante”, ed in un certo senso va a “spegnere” i meccanismi di infiammazione che le IgE specifiche per l’allergene avevano attivato.

Alcuni consigli pratici per sottoporsi ad una immunoterapia…

Questa, molto in breve, era la teoria. Ma in pratica? La premessa indispensabile è che il vaccino contro le allergie è un trattamento che deve essere valutato e prescritto da un medico esperto, possibilmente dallo specialista allergologo o pediatra allergologo.

Sarà lo specialista a valutare l’opportunità della terapia, considerando la storia allergica del paziente e la presenza di eventuali controindicazioni (che tuttavia non sono molte) e nel caso la proporrà al paziente. A questo punto, ci sono due principali opzioni:

  • Immunoterapia per via sublinguale, che si effettua a domicilio, assumendo per bocca (quotidianamente o più volte a settimana) alcune gocce di “vaccino”
  • Immunoterapia per via sottocutanea, che si effettua con iniezioni periodiche (inizialmente ogni 1-2 settimane, poi ogni 4-6 settimane) praticate dal medico (solitamente dall’allergologo). Esistono oggi anche particolari tipi di vaccino che consentono una copertura completa con sole 4 iniezioni annuali.

Il ciclo completo di terapia, in entrambi i casi, dura dai 3 ai 5 anni, perché questo è il tempo necessario affinché il sistema immunitario si desensibilizzi nei confronti dell’allergene scelto. La terapia è solitamente ben tollerata, ma necessita della supervisione dello specialista.

La letteratura scientifica allergologica dimostra ampiamente che l’immunoterapia, quando effettuata correttamente, è un trattamento molto efficace. Nel caso dell’allergia al veleno di insetti, soprattutto in alcune persone particolarmente “a rischio”, il vaccino contro tale allergia è considerato un trattamento salva-vita.

Una volta iniziato il ciclo di immunoterapia, sia esso per via sublinguale o sottocutanea, si potranno verificare i primi benefici nel giro di settimane o mesi. È da tenere presente, come già detto in precedenza, che un ciclo completo dura al minimo 3 anni, quindi non bisogna aspettarsi miglioramenti apprezzabili dopo pochi giorni di terapia. È per questo motivo che solitamente la terapia farmacologica “classica” viene mantenuta durante l’effettuazione del vaccino, almeno per il primo anno o due.

Nonostante questa sua lentezza iniziale, però, il grandissimo vantaggio del vaccino è la durata della sua efficacia: anche in questo caso gli studi scientifici ci dimostrano che il beneficio si mantiene per anni dopo la sospensione della terapia. Questo risultato porta la nostra mente a paragonare i risultati dell’immunoterapia a quelli di una “cura definitiva”. Anche se questo concetto, dal punto di vista scientifico, necessita di ulteriori studi, quello che possiamo sicuramente affermare è che l’immunoterapia allergene specifica è ad oggi l’unica terapia in grado di modificare la storia naturale delle malattie allergiche, ovvero di influenzarne – in meglio – l’evoluzione futura.

L’immunoterapia allergene specifica, per i soggetti allergici, rappresenta quindi un importante investimento sulla propria salute attuale e futura. Ma per il suo successo è di fondamentale importanza che venga utilizzata nella maniera ottimale, sotto la guida dello specialista.

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Sono medico, allergologo ed immunologo, editor-in-chief di Allergia e Salute. Se hai trovato utile questo articolo clicca Mi piace! e condividilo. Se vuoi contattarmi per un consiglio o una visita clicca qui >>

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