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Si può guarire dall’allergia alimentare?

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È proprio questa una delle domande più ricorrenti che vengono poste all’allergologo, anche perché nella maggior parte dei casi le allergie alimentari riguardano i bambini. Ecco i risultati di un nuovo studio.

L’allergia alimentare può colpire a qualunque età, ma più spesso si manifesta nei primi anni di vita. I bambini infatti ne sono maggiormente colpiti, e gli alimenti che più di frequente causano reazioni allergiche sono il latte, l’uovo, la soia, il pesce, la frutta secca e la frutta fresca. Il fatto che nei bambini le allergie alimentari siano più frequenti che negli adulti, implica che con il passare del tempo (solitamente mesi o anni) le allergie alimentari regrediscono, in alcuni casi. Si ma in quanti casi? E soprattutto in quali?

In quanti casi le allergie alimentari possono “guarire”?

Un articolo pubblicato sulla rivista scientifica “Annals of Allergy Asthma and Immunology” alcuni giorni fa ha preso in esame un’ampissima popolazione pediatrica di bambini con allergia alimentare: oltre 40 mila piccoli pazienti, reclutati tramite un questionario inviato ai genitori di bambini allergici in tutti gli USA.

Lo studio prendeva in esame gli alimenti che più comunemente danno allergia alimentare in età pediatrica negli Stati Uniti (gli alimenti differiscono leggermente da quelli che più frequentemente possono dare allergia negli adulti o nei paesi europei): latte, uova, soia, crostacei, noce, arachidi.

Dagli oltre 40 mila questionari inviati alle famiglie sono stati raccolti dati su 1245 casi di allergia alimentare. Il dato “generale” ricavato è stato che le allergie alimentari erano “guarite” in circa un quarto dei casi (26,6%) ad un’età media di quasi cinque anni e mezzo. Già questo è un dato di notevole interesse: ci dice che un bambino si quattro, da grande, non avrà più problemi di allergia alimentare. È un dato incoraggiante, anche se ci conferma che gli sforzi della ricerca dovranno concentrarsi per aiutare quei tre quarti di piccoli pazienti che purtroppo dovranno ancora fare i conti con i loro problemi allergici.

Tutte le allergie alimentari sono uguali?

Ovviamente no. Lo stesso studio ha preso in esame l’evoluzione delle allergie alimentari, differenziando i singoli alimenti. Ne è risultato un quadro in cui alcune allergie (latte, uovo, soia) possono regredire più facilmente con il tempo (nel 35-41% dei casi), mentre per altre (noce, arachide, crostacei) la regressione è molto meno probabile (intorno al 13-15% dei casi).

Quali altri importanti informazioni possiamo ricavare da questo studio?

L’interessante analisi di questi dati infatti non si ferma qui. I ricercatori sono stati in grado di identificare altri parametri che possono predire (o, meglio, aiutarci a capire) quale può essere il “destino” di un’allergia. In particolare:

  • Gravità dei sintomi: i dati indicano che minori sono i sintomi della reazione (ad esempio prurito cutaneo o al cavo orale, di modesta entità) maggiore è la probabilità che l’allergia possa regredire con il passare del tempo. Allo stesso modo, la probabilità di superare l’allergia è maggiore anche quando si ha come unico sintomo un eczema cutaneo (tipo dermatite atopica).
  • Essere allergici ad un solo alimento (altrimenti detta, in termini allergologici “monosensibilizzazione”): la probabilità di “guarire” da un’allergia alimentare aumenta se l’allergia è verso un singolo alimento, mentre le probabilità sono più basse se le allergie alimentari sono più di una.
  • Età della prima reazione: le probabilità di vincere l’allergia sono tanto maggiori quanto prima si è verificata la prima reazione. Ciò vuol dire che più l’allergia alimentare si manifesta avanti nel tempo (ovvero nel nell’adulto piuttosto che nell’adolescente o nel bambino) minori sono le probabilità che possa regredire spontaneamente.

Questo studio mette in luce alcuni importantissimi dati sull’allergia alimentare e la possibilità (e probabilità) che possa regredire da sola nel corso della vita. L’immagine che ne possiamo trarre è sicuramente complessa e purtroppo, al momento attuale, non abbiamo ancora tutti gli elementi per poter risolvere questo puzzle così complesso che è l’allergia alimentare. Proprio per questo motivo, è di fondamentale importanza, proprio come ricordato anche dalla World Allergy Organization nel suo recente documento (hai letto l’articolo su questo stesso numero?) che i casi complessi di allergia alimentare richiedono sempre il consulto e la supervisione da parte dello specialista allergologo.

Aspettiamo i vostri commenti, e le vostre personali esperienze sull’allergia alimentare…persiste nel tempo o se ne è finalmente andata?

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Sono medico, allergologo ed immunologo, editor-in-chief di Allergia e Salute. Se hai trovato utile questo articolo clicca Mi piace! e condividilo. Se vuoi contattarmi per un consiglio o una visita clicca qui >>

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