Leaderboard Ad

La pelle ed il sole: come evitare spiacevoli reazioni

0

È  arrivata l’estate, la primavera – il periodo peggiore per asmatici e rinitici – è alle spalle. Ma cosa succede con il sole a chi soffre di problemi della pelle?

Mentre le allergie respiratorie, come asma, rinite e congiuntivite, solitamente tendono ad attenuarsi con la fine della stagione primaverile, per i soggetti allergici un altro “pericolo” è in agguato: l’esposizione al sole.

Esiste l’allergia al sole?

L’allergia al sole, in qualche modo, esiste. In realtà, volendo usare i termini corretti, esistono forme di orticaria solare oppure forme di fotodermatite. Nel primo caso, si tratta di una reazione della pelle scatenata dai raggi ultravioletti, per cui le persone affette devono evitare l’esposizione solare altrimenti vanno incontro a reazioni cutanee con pomfi, papule ed eritema. Le lesioni sono pruriginose, e talvolta possono risultare molto intense ed estese. L’orticaria solare viene considerata una forma di orticaria scatenata da stimoli “fisici”, come l’orticaria scatenata da temperature calde o fredde, l’orticaria da pressione, l’orticaria vibrazionale e l’orticaria acquagenica.

L’orticaria solare può essere una condizione fortemente invalidante, tuttavia è una forma assai rara.

Attenzione alle fotodermatiti

Discorso differente, invece per la fotodermatite. In questo caso, si tratta di una vera e propria reazione allergica ad una sostanza esterna, che penetra nella cute per contatto o dopo essere stata somministrata per bocca o iniezione (in questo caso si tratta perlopiù di farmaci). La sostanza di per sé non ha potere allergenico, ma lo diviene dopo esposizione ai raggi UV, quindi anche dopo esposizione al sole. In questo caso si può sviluppare, nel soggetto allergico, una reazione cutanea caratterizzata da lesioni eczematose, intensamente pruriginose. Il quadro clinico varia a seconda della via somministrazione del fotoallergene (per contatto o per via sistemica), e quindi della sua distribuzione sulla superficie corporea (forme di fotodermatite localizzata alla sede di contatto, oppure diffuse su tutto il corpo).

La fotodermatite è assai più comune dell’orticaria solare, talvolta può rappresentare una condizione grave ma nella maggior parte dei casi determina solo una dermatite localizzata che si risolve nel giro di pochi giorni. Dato che lo sviluppo di una fotodermatite è impossibile da prevedere, ogni soggetto che utilizzi prodotti cutanei (cosmetici o farmaci) o assuma farmaci dovrebbe prestare attenzione nell’esporsi al sole. Un’esposizione solare moderata, graduale, con un adeguato filtro solare ed evitando le ore centrali della giornata dovrebbe essere la regola per questi soggetti. In caso di comparsa di una reazione, anche dubbia, dopo l’esposizione al sole è sempre prudente contattare il medico.

E per chi già soffre di problemi cutanei, quali orticaria, dermatite atopica o dermatite da contatto?

I soggetti che soffrono di patologie – allergiche o meno – della cute dovrebbero prestare ancora maggiore attenzione nell’esporsi al sole: sia perché le terapie assunte potrebbero scatenare le reazioni già menzionate sopra, sia perché i raggi UV della radiazione solare possono contribuire a mantenere o aumentare l’infiammazione cutanea.

La buona notizia, tuttavia, è che nelle forme di dermatite una moderata esposizione solare, con gli accorgimenti già menzionati in precedenza, generalmente comporta una riduzione della dermatite fino alla possibile remissione completa dei sintomi e delle lesioni. Nei soggetti con orticaria questo si verifica più raramente, tuttavia un’esposizione solare accorta – in un periodo di non particolare riattivazione dell’orticaria – può essere generalmente tollerata.

Articoli nel medesimo numero:
[catlist search=”luglio2013″ numberposts=10]

Share.

About Author

Sono medico, allergologo ed immunologo, editor-in-chief di Allergia e Salute. Se hai trovato utile questo articolo clicca Mi piace! e condividilo. Se vuoi contattarmi per un consiglio o una visita clicca qui >>

Comments are closed.