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Focus su…allergia alla gomma di latice

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La gomma è un materiale molto versatile, impiegato in moltissimi ambiti differenti. Ma è anche un pericoloso allergene. A cosa dobbiamo stare attenti?

Il latice naturale (o lattice, o latex), come dice il nome stesso, è una sostanza lattiginosa che viene estratta da un albero chiamato Hevea brasiliensis o semplicemente “albero della gomma”. Questo albero è nativo delle foreste amazzoniche del Brasile, tuttavia la sua coltivazione è stata esportata con successo nei paesi del Sud-Est Asiatico.

Adeguatamente lavorato, il latice permette la produzione di gomma o di quella che viene definita “schiuma di lattice” (ovvero una miscela latice-aria prodotta per “vulcanizzazione” e spesso utilizzata per la produzione di materassi e cuscini).

Sebbene oggi possiamo disporre di polimeri sintetici per la produzione di materiali plastici con le caratteristiche simili alla gomma naturale, la gomma di latice presenta delle indubbie capacità di elasticità e resistenza che difficilmente possono essere replicate con materiali sintetici.

Per tale motivo il latice ha trovato un largo impiego per la produzione di oggetti di uso comune (articoli per la casa, giocattoli, attrezzature sportive…) o professionali, soprattutto in ambito medico (guanti e dispositivi vari).

Il latice come allergene

Nonostante tutte queste formidabili caratteristiche, il latice presenta un principale inconveniente: una sostanza allergenica, in grado di determinare – in soggetto predisposti – reazioni allergiche sia da contatto che per inalazione.

Si stima che circa l’1-3% della popolazione soffra di allergia al latex, ma questo dato può aumentare sensibilmente in particolari popolazioni a rischio. In ambito professionale, gli operatori sanitari sono una delle categorie maggiormente interessate, dato il grande utilizzo di guanti e altri manufatti in latice.

Allergia da contatto al latex

L’allergia da contatto al latice è dovuta alla sensibilizzazione nei confronti di additivi chimici utilizzati nel processo di produzione della gomma, e non ad allergia nei confronti del latice naturale. Solitamente l’allergia da contatto al latice si manifesta con una dermatite nella sede di contatto, ovvero alle mani (per l’uso di guanti), ai piedi (scarpe o solette in gomma) o in altri distretti corporei. E’ importante sottolineare che questo tipo di manifestazioni, che solitamente si presentano in forma di eczemi, necessitano di un contatto prolungato (ore o giorni) per potersi sviluppare. Il caso di sospetta allergia da contatto al latex il test utile alla diagnosi è il patch test.

In casi più rari, si può avere orticaria al contatto con il latice: in questo caso la reazione è “immediata” (ovvero si manifesta nel giro di secondi o minuti) ed è dovuta ad un meccanismo IgE-mediato (vedi paragrafo successivo).

Allergia alle proteine del latice

La “vera” allergia al latice, tuttavia, è quella dovuta a sensibilizzazione allergica nei confronti delle sue proteine (a differenza dell’allergia da contatto, dove la sensibilizzazione era nei confronti degli additivi chimici; vedi paragrafo precedente). In questo caso, nei soggetti allergici al latex, si ha la produzione di IgE che riconoscono specificamente le proteine allergeniche del latex e danno inizio alla reazione allergica. Questo meccanismo (a parte il differente allergene) è in tutto e per tutto analogo a quello che succede nelle reazioni allergiche ai pollini, alla polvere, agli alimenti. Al pari di queste ultime, il test utile per una diagnosi precisa è il prick test (o la ricerca delle IgE specifiche con analisi del sangue).

Le manifestazioni allergiche al latex con meccanismo IgE-mediato determinano prurito o orticaria da contatto, ma anche rinite, congiuntivite ed asma per inalazione delle particelle disperse nell’aria. In casi più gravi, come succede ad esempio quando si ha esposizione diretta al latice di organi interni (come in corso di intervento chirurgico) si possono avere reazioni gravi fino allo shock anafilattico.

Allergia al latice ed allergologia molecolare

Uno degli sviluppi più interessanti degli ultimi anni in allergologia è la progressiva diffusione di test allergologici “molecolari”, che servono per andare ad identificare il singolo allergene responsabile di una reazione. Nel latice, infatti, così come in tutte le altre sorgenti allergeniche, gli allergeni sono numerosi e non tutti hanno lo stesso significato.

Gli allergeni del latice sono denominati con la sigla “Hev b” (da Hevea brasiliensis) seguita da un numero progressivo.

Sappiamo oggi che la sensibilizzazione ad Hev b 1 ed Hev b 3 è tipica dei soggetti “veramente” allergici al latice, così come l’allergia ad Hev b 5 ed Hev b (queste ultime tipiche delle sensibilizzazioni che si sono sviluppate nell’ambiente di lavoro). Esistono invece altri tipi di sensibilizzazione: l’allergia ad Hev b 8, ad esempio, è di scarsissima importanza clinica dato che questo allergene (appartenente alla famiglia delle profiline: vedi articolo sulle cross-reazioni tra pollini e alimenti) viene distrutto durante la lavorazione industriale del latice e non si ritrova nei manufatti comunemente in commercio. E’ quindi possibile che un soggetto con prick test positivo per latice in realtà sia allergico solo all’allergene Hev b 8 e quindi non presenti alcuna reazione allergica al contatto con tale materiale.

In caso di allergia al latice è sempre importante interpellare l’allergologo. Inoltre, per ogni ulteriore dubbio o curiosità c’è il nostro forum.

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Sono medico, allergologo ed immunologo, editor-in-chief di Allergia e Salute. Se hai trovato utile questo articolo clicca Mi piace! e condividilo. Se vuoi contattarmi per un consiglio o una visita clicca qui >>

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