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Focus su Allergia alla Frutta Secca

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Arachidi, nocciole, noci, pinoli, pistacchi &co.: cibi deliziosi o pericolosi allergeni? Perché  la frutta secca è tra gli allergeni più temuti?

Numerosi frutti e semi posso essere essiccati e quindi conservati sotto forma di frutta secca, con un notevole allungamento del normale periodo di conservazione. Questi alimenti, peraltro, si presentano notevolmente gustosi al palato, per cui sono frequentemente consumati da soli o inseriti in ricette culinarie o di pasticceria. È sempre più comune quindi trovare frutta secca o frutta con guscio come snack o aperitivo, oppure aggiunta a prelibate pietanze cucinate in casa o al ristorante. Purtroppo però, molti soggetti presentano allergia alla frutta secca, e devono stare particolarmente attenti a non ingerire tali alimenti, neppure in minime quantità.

La frutta secca/frutta con guscio rappresenta infatti uno degli alimenti che più comunemente può determinare un’allergia (insieme a latte, uovo, crostacei e soia) sia nell’adulto sia nel bambino. Negli USA, il largo consumo di burro di arachidi, unitamente all’alta allergenicità di questo alimento, ha reso l’arachide il principale responsabile di allergia alimentare. Ed oltre a questo, le reazioni allergiche causate dalla frutta secca sono spesso particolarmente gravi. Sempre l’arachide, a livello globale,  è l’alimento maggiormente responsabile di shock anafilattico con esito fatale.

Diagnosi dell’Allergia alla Frutta Secca

Il percorso diagnostico per l’allergia alla frutta secca non differisce da quello di ogni altro allergene alimentare. Il punto di partenza è pertanto un’accurata raccolta della storia clinica da parte dello specialista allergologo. I dati raccolti potranno essere poi integrati con i dati ottenuti dai test allergologici cutanei (prick test) e/o dalla ricerca di IgE specifiche mediante analisi ematici. Una volta individuata un’allergia (o sospetta tale) ad un particolare alimento, potranno essere effettuati  approfondimenti di allergologia molecolare al fine di meglio caratterizzare il rischio di reazione allergica grave in caso di futura ingestione (anche per errore) di tale allergene.

Vediamo adesso, nel dettaglio, alcune caratteristiche relative ai singoli allergeni appartenenti al gruppo frutta secca/frutta con guscio.

Arachide

L’allergia all’arachide (Arachis hypogaea) è molto diffusa, soprattutto nei  bambini e soprattutto nei Paesi anglosassoni. Tale dato è stato ben documentato in uno studio inglese, nel quale è stato evidenziato come l’allergia all’arachide nei bambini di 5 anni sia passata dall’1,3% nel  1989 al 3,2% nel 1995. Tuttavia anche in Italia l’allergia all’arachide è in aumento. La causa della crescente prevalenza di  allergia alle arachidi è sconosciuta. Fattori genetici e ambientali possono avere un ruolo, e diverse teorie sono recentemente emerse per spiegare questo fenomeno.

Dal punto di vista molecolare, gli allergeni più importanti presenti nell’arachide sono:

  • Ara h 1, è una proteina di deposito appartenente alla famiglia delle 7S viciline; la sensibilizzazione allergica ad Ara h 1 conferisce un rischio elevato di anafilassi.
  • Ara h 2, anche questa è una proteina di deposito, appartenente alla famiglia delle 2S albumine; è stata identificata – nella popolazione pediatrica anglosassone – come l’allergene più importante nel processo diagnostico dell’allergia all’arachide (tali dati sono solo parzialmente applicabili alla popolazione italiana). Anche in questo caso, la sensibilizzazione allergica ad Ara h 2 conferisce un rischio elevato di anafilassi.
  • Ara h 3, proteina di deposito appartenente alla famiglia delle 11S globuline; la sensibilizzazione allergica ad Ara h 3 conferisce un rischio elevato di anafilassi.
  • Ara h 8, è una proteina appartenente alla famiglia delle PR-10, quindi parzialmente degradabile con il calore (cottura), la processazione industriale e la digestione a livello gastrico. Solitamente è indice di cross-reazione con allergeni pollinici (soprattutto betulla) e solo raramente l’allergia ad Ara h 8 può determinare reazioni anafilattiche.
  • Ara h 9, appartiene alla famiglia delle LTP; è probabilmente l’allergene più importante – nella popolazione mediterranea e quindi anche italiana – per identificare i pazienti con allergia all’arachide maggiormente a rischio di anafilassi.

Nocciola

Anche l’allergia alla nocciola (Corylus avellana) è una delle più diffuse e potenzialmente delle più temibili, essendo in grado di determinare reazioni anafilattiche. Tuttavia, la maggior parte dei soggetti con sensibilizzazione allergica alla nocciola andrà incontro esclusivamente a sintomi di modesta entità (ad esempio prurito al cavo orale in seguito all’ingestione di nocciole). In molti soggetti infatti la positività del prick test o della ricerca delle IgE specifiche per l’estratto di nocciola, dipende da cross-reazione nei confronti di allergeni pollinici, quali quello del nocciolo o della betulla (pollinosi molto diffusa nel Nord Europa).

Dal punto di vista molecolare, gli allergeni più importanti presenti nell’arachide sono:

  • Cor a 1, appartenente alla famiglia allergenica PR-10 e pertanto omologo di Ara h 8; solitamente è un marcatore di cross-reazione con allergeni pollinici e la sensibilizzazione a questa molecola allergenica conferisce un rischio medio-basso di reazione anafilattica
  • Cor a 2, appartenente alla famiglia delle profiline, è un allergene altamente labile al calore (quindi con la cottura) ed alla digestione gastrica; la sensibilizzazione allergica a Cor a 2 conferisce un basso rischio di reazione anafilattica.
  • Cor a 8, appartenente alla famiglia delle LTP (quindi omologo di Ara h 9); questa sensibilizzazione conferisce un maggiore rischio di reazioni anafilattiche alla nocciola
  • Cor a 9, proteina di deposito appartenente alla famiglia delle 11S globuline; anche nel caso di allergia a Cor a 9 si ha un elevato rischio di reazione anafilattica

Altri allergeni appartenenti al gruppo frutta secca/frutta con guscio

Anche noce, pinolo, anacardo e pistacchio sono sorgenti allergeniche che sempre più spesso vengono chiamate in causa quali responsabili di reazioni allergiche, anche gravi. La mandorla, appartenente alla famiglia delle Drupacee, facilmente può causare sintomi allergici nei soggetti con sensibilizzazione per altri componenti di tale famiglia (pesca, albicocca, prugna, ciliegia). L’allergia al sesamo, spesso presente nelle pietanze anche come “ingrediente nascosto”, viene segnalata sempre più spesso come causa di reazioni allergiche gravi e shock anafilattico. Anche nel caso di questi alimenti è possibile un approccio allergologico di tipo molecolare, tuttavia le informazioni disponibili e la conoscenza delle singole molecole allergeniche è più limitata di quanto non accada per arachide e nocciola.

In conclusione, l’allergia alla frutta secca/frutta con guscio rappresenta una parte sempre più cospicua dei casi di allergia alimentare;  purtroppo le reazioni ad essa associate sono spesso gravi. Per tale motivo, in caso di presenza (o sospetto) di allergia alla frutta secca è importante consultare lo Specialista Allergologo di fiducia. In caso di situazioni ad elevato rischio di shock anafilattico, lo Specialista Allergologo potrà valutare l’indicazione a prescrivere la terapia di emergenza, ovvero l’autoiniettore di adrenalina.

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Sono medico, allergologo ed immunologo, editor-in-chief di Allergia e Salute. Se hai trovato utile questo articolo clicca Mi piace! e condividilo. Se vuoi contattarmi per un consiglio o una visita clicca qui >>

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