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Focus su…allergia al polline di betulla

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Questa pianta, presente in larga parte dell’emisfero Nord, produce pollini che facilmente inducono reazioni allergiche. Ecco alcune informazioni utili

La betulla è una pianta della famiglia Betulacee, che comprende circa 40 specie, diffuse pressoché  ovunque nell’emisfero settentrionale. In Europa, la specie più diffusa è la Betula pendula, anche detta verrucosa, considerata da alcuni una sottospecie della Betula alba. Troviamo questi alberi, che possono facilmente superare i 15 m di altezza, soprattutto nei Paesi del Nord Europa e nella regione scandinava in particolare.

Nel Nord Italia, la betulla si sta progressivamente diffondendo come pianta ornamentale in giardini e parchi. Nelle regioni centrali e meridionali d’Italia, dove la betulla per motivi climatici non cresce spontaneamente, sono presenti altre specie omologhe come nocciolo, quercia, faggio, castagno. Questi possono causare sensibilizzazione verso lo stesso gruppo di allergeni pollinici della betulla.

 

Il polline della betulla ed i suoi allergeni

La betulla produce granuli pollinici che vengono liberati nel periodo primaverile. Al loro interno, si trovano le molecole allergeniche derivate da questa pianta, nominate – secondo la nomenclatura internazionale – con la sigla Bet v (da Betula verrucosa) ed un numero progressivo da 1 a 7.

Bet v 1 (rappresentato in Figura 1) è l’allergene maggiore, ovvero quello responsabile della sensibilizzazione allergica e quindi della comparsa di rinite, congiuntivite o asma nella maggior parte dei soggetti allergici alla betulla.

Questo allergene è di notevole importanza, in quanto è il capostipite di un’importantissima famiglia di allergenici, quella delle pathogenesis-related proteins-10, o più semplicemente note come PR-10. Questa famiglia di proteine ha funzione di difesa per la cellula vegetale e pertanto le PR-10 sono presenti in tutto il mondo vegetale (quindi nei pollini, nella frutta, nella verdura, ecc.).

betulla

Figura 2. La struttura molecolare dell’allergene maggiore della betulla: Bet v 1.

 

 

Bet v 1 e l’allergia al polline di betulla

Sul piano clinico, l’allergia al polline di betulla si manifesta con sintomi respiratori (rinite, congiuntivite, asma) ma non soltanto: spesso questi soggetti presentano la cosiddetta sindrome orale allergica (SOA). La SOA è caratterizzata da prurito al cavo orale che insorge dopo aver mangiato un alimento vegetale, magari crudo.

Ciò accade perché – per la già menzionata similitudine tra Bet v 1 e tutti gli altri allergeni della famiglia PR-10 presenti nella altre specie vegetali, tra cui frutta e verdura – nel soggetto allergico a Bet v 1 si possono avere lievi manifestazioni allergiche al contatto tra vegetali e la mucosa della bocca.

Più spesso ciò accade con l’alimento crudo, perché gli allergeni della famiglia PR-10 sono sensibili al calore, quindi vengono distrutti con la cottura. Al tempo stesso, sono sensibili anche alla digestione degli enzimi gastrici, quindi vengono distrutti anche al passaggio nello stomaco e non sono in grado di determinare (salvo eccezioni) le altre sintomatologie tipiche delle reazioni allergiche alimentari.

 

Si può guarire dall’allergia alla betulla

Capire, a livello molecolare, qual è l’allergene della betulla responsabile dei sintomi, ha una notevole importanza. Se si conferma che l’allergene responsabile è proprio l’allergene maggiore Bet v 1, allora può essere indicato un trattamento desensibilizzazione mediante immunoterapia (il cosiddetto “vaccino” antiallergico). Questo trattamento tuttavia, per le sue caratteristiche, deve essere sempre valutato, prescritto e seguito dallo specialista allergologo, in modo da ottenere la maggiore efficacia e ridurre al minimo il rischio di effetti collaterali.

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About Author

Sono medico, allergologo ed immunologo, editor-in-chief di Allergia e Salute. Se hai trovato utile questo articolo clicca Mi piace! e condividilo. Se vuoi contattarmi per un consiglio o una visita clicca qui >>

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