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L’allergia all’acaro della polvere: in autunno la rinite peggiora!

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La comparsa o il peggioramento dei sintomi della rinite durante la stagione autunnale, in particolare ad ottobre-novembre, sono fortemente suggestivi per la presenza di allergia agli acari della polvere. Capiamo perché e cosa fare…

La “polvere” è uno degli allergeni inalanti (ovvero uno di quegli allergeni che stanno nell’aria che noi respiriamo, e che nei soggetti allergici possono quindi dare problemi respiratori sotto forma di rinite o asma) più comuni e più spesso chiamati in causa. Ma cosa significa davvero essere “allergici alla polvere”?

 

L’allergia alla polvere è l’allergia agli acari

Quando si scopre di essere “allergici alla polvere” significa in realtà essere allergici agli acari della polvere, che sono creature minuscole, circa un quarto di millimetro di lunghezza e quindi non visibili ad occhio nudo. La diagnosi è semplice, sarà l’allergologo ad effettuarla attraverso il prick test per inalanti (la serie standard di allergeni contiene anche, ovviamente, gli allergeni dell’acaro della polvere) o richiedendo il dosaggio delle IgE specifiche da effettuare mediante prelievo di sangue.

Il nome scientifico dell’acaro della polvere è Dermatophagoides Pteronyssinus, comunemente noto in allergologia con la sigla DP. Già il nome ci suggerisce che questo microscopico animaletto predilige vivere all’interno delle nostre case, in quanto si ciba dei tessuti organici che trova in giro, soprattutto delle scaglie di pelle che perdiamo quotidianamente.

Oltre al DP,  ci sono numerosi altri tipi di acari, il più importate dei quali è il D. farinae, che vive nelle derrate alimentari e può talvolta causare problemi a panettieri e pizzaioli. Ci sono poi molti altri acari “minori”, la cui importanza dal punto di vista allergologico è molto più limitata, almeno nella nostra area climatica.

 

Vita da acari…

Ma cosa fa un acaro tutto il giorno, oltre a cibarsi dei frammenti di pelle che trova in giro nelle nostre case? Quello che sappiamo è che gli acari prosperano in ambienti umidi; si annidano quindi dentro casa, specialmente nella biancheria da letto, nei tappeti, nell’arredamento e nell’abbigliamento.

Dal punto di vista allergologico, solitamente, non è l’acaro in sé che provoca allergia, ma le proteine allergeniche presenti ​​nei loro escrementi: ogni acaro produce circa 20 parti di questi rifiuti biologici ogni giorno e gli escrementi continuano a provocare sintomi allergici anche dopo che l’acaro è morto.

 

…e vita da allergici agli acari!

Per un soggetto con allergia agli acari della polvere, è molto importante prestare attenzione alle norme ed ai consigli che vengono forniti dall’allergologo su come effettuare le pulizie di casa e su cosa è meglio evitare. Una notevole parte di esposizione alla polvere di casa avviene in camera da letto, quindi i soggetti con allergia alla polvere devono prestare attenzione alle norme di igiene ambientale soprattutto in questo ambiente: evitare lana e piuma d’oca sia per le coperte che per materassi e cuscini, utilizzare  coperture a prova di allergia sulla biancheria da letto, e lavare la biancheria da letto regolarmente, ad una temperatura di almeno 60°C. Tuttavia, è bene ricordare che allergeni degli acari sono presenti in tutte le stanze della casa, sul pavimento e sull’arredamento, non solo in camera da letto.

 

Le migliori misure preventive e terapie per l’allergia agli acari della polvere

Anche se l’allergia alla polvere è un problema importante, che può determinare sintomi molto fastidiosi e notevoli problemi di salute a chi ne è affetto, oggi possiamo contare su ottime strategie preventive e terapeutiche.

Da questo punto di vista, il riferimento è sempre alle linee guida internazionali del progetto ARIA. Per prima cosa, le linee guida ci ricordano come per ogni allergene la prima cosa a cui pensare (quando possibile!) è l’allontanamento dello stesso. Per l’allergia ai pollini questo non è fattibile o perlomeno è difficilmente praticabile, a meno di non trasferirsi dall’altra parte del mondo dove ci sono piante e pollini di tipo differente. Per l’acaro invece questo è fattibile, almeno in parte: non potremo mai riuscire a vivere in una casa senza acari, ma possiamo mettere in atto strategie per limitarne la crescita e la concentrazione.

Le linee guida ARIA, consigliano pertanto di mettere in pratica i vari rimedi, di cui abbiamo anche già parlato in precedenza. Oltre a questo, l’allergologo di fiducia potrà consigliare la terapia farmacologica più adatta: potrà essere valutato l’inizio di una immunoterapia specifica (il cosiddetto “vaccino antiallergico”, ne abbiamo già parlato qui).

Sia in caso di inizio di un “vaccino” (che, ricordiamolo, necessita di tempi più lunghi per funzionare), sia nel caso in cui questo non sia fattibile, l’allergologo consiglierà anche la migliore terapia farmacologica per la rinite, che al giorno d’oggi solitamente si basa su spray nasali cortisonici ed antistaminici in compresse.

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Sono medico, allergologo ed immunologo, editor-in-chief di Allergia e Salute. Se hai trovato utile questo articolo clicca Mi piace! e condividilo. Se vuoi contattarmi per un consiglio o una visita clicca qui >>

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