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Qualità della vita del paziente con la rinite allergica: la parola ai pazienti

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Affrontiamo l’argomento “qualità della vita” parlando con due pazienti che soffrono di rinite allergica

Molto spesso l’impatto della rinite allergica sulla vita quotidiana viene sottovalutato, ma non è così semplice vivere con questa patologia. Due pazienti, Marco e Giulia, che soffrono rispettivamente di rinite allergica a pollini stagionali e ad acaro della polvere, ci raccontano la loro esperienza.

Marco ha 23 anni, studia medicina e fin da piccolo ha dovuto fare i conti con la rinite, soprattutto nel periodo primaverile. In età pediatrica, ha eseguito visite specialistiche allergologiche che hanno dimostrato una sensibilizzazione a molteplici pollini. Durante l’adolescenza i sintomi sono migliorati quasi fino a scomparire, salvo poi ripresentarsi all’età di 20 anni.

D: Marco, quali sono i sintomi che più ti disturbano?

R:”Prevalentemente naso chiuso, starnuti e prurito a livello del naso e degli occhi. Alcuni giorni soffro anche di congiuntivite con occhi molto arrossati. Questo succede piuttosto regolarmente con l’arrivo della primavera…”

D: Se tu dovessi assegnare un punteggio all’intensità dei sintomi della rinite da 0 a 10, quale sarebbe?

R:”Dall’inizio della primavera è un crescendo: si va da un 7 fino anche a 10, soprattutto nelle giornate in cui sto fuori casa. Ancora peggio se sono giornate ventose”.

D: Quanto la rinite allergica limita la tua vita quotidiana nel periodo primaverile?

R:”Se dovessi dare un voto, darei un 8… Diventa un incubo uscire la domenica per una gita o un picnic, ma a volte anche fare una passeggiata può essere difficile perché la rinite non mi lascia in pace. Preparare gli esami per la sessione estiva è abbastanza difficoltoso perché devo soffiarmi il naso di continuo ed ho la sensazione di avere la testa pesante, mi bruciano gli occhi e mi stanco molto facilmente a leggere. Per non parlare della notte: il naso chiuso mi impedisce di riposare e spesso durante la giornata sono assonnato e non mi concentro.”

Marco ha eseguito una visita allergologica che, attraverso i prick test, ha dimostrato una sensibilizzazione a pollini di graminacee ed olivo.

D: Da quando hai scoperto le tue sensibilizzazioni, segui una terapia farmacologica?

R:”All’inizio utilizzavo il solo antistaminico. Poi ho iniziato ad seguire la terapia topica con lo spray nasale con il cortisonico e con il collirio antistaminico e la faccio dall’inizio della stagione primaverile. Con questa terapia sto molto meglio e riesco a respirare meglio, soprattutto di notte.”

D: Se segui correttamente la terapia, quanto si riduce l’impatto dei sintomi sulla tua vita quotidiana?

R:”Da quando faccio la terapia, riesco a riposare meglio durante la notte e quindi ad essere meno stanco durante il giorno. Inoltre, si sono molto ridotti anche la sensazione di ostruzione nasale e di prurito, e non ho più avuto disturbi agli occhi.”

D: Quanto incide sulla tua vita quotidiana il dover seguire una terapia farmacologica?

R:”All’inizio ero molto titubante all’idea di dover usare tutti quei farmaci tutti i giorni…dover prendere una pasticca tutte le sere per un periodo piuttosto lungo, praticamente per tutta la primavera. Poi però mi sono abituato e dopo alcuni giorni ho iniziato a stare meglio. Adesso all’inizio della primavera metto i farmaci sul comodino e li comincio in maniera regolare in modo da non farmi trovare impreparato al momento dell’arrivo dei pollini. Alla fine, basta prendere l’abitudine… anche se a volte mi capita di dimenticare qualche assunzione ed il giorno dopo sento la differenza. Per me che sono così sbadato, ci vorrebbe una terapia che fosse la più semplice possibile!”.

D: Quale consiglio ti sentiresti di dare a chi, come te, soffre di rinite allergica in primavera?

R: “Il consiglio è sicuramente quello di non darsi per vinto di fronte ad un problema che sì, è vero, è meno grave di altre malattie, ma quando si presenta non consente di vivere a pieno la propria vita. Suggerisco inoltre di affidarsi ad un bravo medico che possa consigliare la terapia giusta e di seguirla attentamente: i risultati arrivano gradualmente, nel giro di qualche giorno, ma arrivano!”.

 

Giulia invece ha 40 anni e lavora in una libreria. Non è mai stata allergica a niente e nessun membro della sua famiglia è allergico. Poi ad un certo punto ha cominciato a presentare un fastidioso raffreddore, un raffreddore che lei stessa definisce “strano”.

D: Perché questo raffreddore ti è sembrato diverso dagli altri e ti ha insospettito?

R:”Intanto perché c’era tutto l’anno e non solo d’inverno. Poi perché avevo moltissime secrezioni ma erano liquide, chiare… Sembravano acqua! Il mio naso era come un rubinetto aperto e consumavo moltissimi fazzoletti. Inoltre, queste secrezioni erano tante e spesso irritavano anche la gola, causandomi una tosse fastidiosa e stizzosa. Spesso avevo anche prurito agli occhi e li strofinavo di continuo.”

D: Da 0 a 10 che voto daresti all’intensità di questi sintomi?

R:”Darei un 9. A lavoro era un disastro e anche la mattina, appena sveglia, o durante la notte, la rinite e la tosse non mi davano tregua. Gli occhi gonfi e gli starnuti erano all’ordine del giorno. Notavo un certo peggioramento a lavoro, soprattutto quando riordinavo i libri negli scaffali, ma anche a casa non stavo poi tanto meglio”.

Dopo aver provato alcune cure per il raffreddore “tradizionale”, Giulia si è rivolta ad un allergologo che le ha diagnosticato una rinite allergica da acaro della povere.

D: Che cosa ti ha consigliato lo specialista?

R:”L’allergologo mi ha spiegato che cos’è l’acaro della polvere e dove si trova, mi ha spiegato che si nutre di tessuti organici come scaglie di pelle e peli sia dell’uomo che degli animali, e che si accumula in molti arredi come per esempio cuscini, materassi, tappeti e tende. Su suo consiglio, ho messo in pratica delle opportune norme ambientali per limitare l’accumulo della polvere e la proliferazione degli acari, soprattutto in camera da letto utilizzando cuscini in gommapiuma di lattice e copri materasso antiacaro. Ho anche imparato ad utilizzare dei piccoli accorgimenti come per esempio il filtro antiacaro nell’aspirapolvere. Inoltre, seguo una terapia con spray nasale e collirio, che mi sono stati consigliati sempre dall’allergologo. Anche se il collirio cerco di usarlo il meno possibile, è poco agevole e poi spesso mi capita di dover rifare il trucco dopo averlo messo…non ne ho il tempo”.

D: E adesso come va?

R:”Molto meglio! Anche se ho dovuto riadattare un po’ la mia casa e soprattutto evitare che il mio adorato gatto dormisse in camera da letto. Inoltre, soprattutto i primi tempi, per me era molto difficile continuare la terapia dopo i primi giorni perché quando cominciavo a stare meglio la tentazione di mollare tutto era molto forte. Piano piano però mi sono abituata. E ne ho guadagnato in salute e in benessere!”

 

Le storie di Marco e Giulia dimostrano come i sintomi dell’allergia possono disturbare la vita di tutti i giorni fino a rendere difficile non solo lavorare e studiare ma perfino riposare durante la notte. Per questo, se sono presenti questi sintomi, consigliamo sempre consultare il medico e nel caso, effettuare una valutazione allergologica.

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Elisa Allegro

Dr.ssa Elisa Allegro
Specialista in Allergologia e Immunologia clinica

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