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Le 5 cose da chiedere (e chiedersi) prima di sottoporsi ad un “test per le intolleranze alimentari”

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I test per le intolleranze alimentari sono attendibili oppure no? Come fare per capire se il test che ci viene proposto è un test scientificamente affidabile? Cerchiamo di capirlo!

I test per le “intolleranze alimentari” sono sempre molto in voga…ahimè. Dico questo perché questi test (test citotossico, test impedenziometrico, test del capello, ecc.) – comunemente identificati come “test alternativi” – non sono scientificamente validati e non servono a fare chiarezza quando una persona soffre di reazioni avverse agli alimenti, anzi, in buona parte dei casi servono solo a creare maggiore confusione.

Non è semplice per il malcapitato paziente con sospetta allergia e/o intolleranza alimentare capire se il test che viene proposto è un test attendibile o meno. Questo perché spesso test scientificamente validati e test “alternativi” vengono effettuati anche presso le solite strutture, come alcuni laboratori analisi privati o convenzionati.

Ecco alcune domande che suggerisco di porre (e di porsi…) prima di sottoporsi ad un test per le intolleranze alimentari:

  1. Questo test viene eseguito anche presso il laboratorio della mia ASL o del mio ospedale? So che la fiducia verso il Servizio Sanitario non è al massimo di questi tempi, ma dobbiamo considerare che il SSN/SSR eroga solo prestazioni scientificamente validate e attendibili, senza finalità di business (vendere più esami possibile…). Se la mia ASL e il mio ospedale non fanno il test è molto probabile che non sia un test scientificamente attendibile

 

  1. Quale struttura effettua il test? I test diagnostici e di laboratorio vengono eseguiti presso strutture preposte e regolarmente autorizzate. Se in questo caso il test viene effettuato in una struttura diversa (parafarmacia, erboristeria, ecc.) credo che un dubbio sia più che lecito. Non è legale effettuare test diagnostici al di fuori delle strutture autorizzate per legge. Purtroppo, come detto in precedenza, alcune strutture regolarmente autorizzate propongono sia i test validati che quelli non validati…

 

  1. Chi è responsabile del test? Ogni test diagnostico deve essere “refertato” (e quindi firmato) da un medico o un biologo. Molto spesso mi capita di trovare test per intolleranze alimentari che non riportano alcuna firmaForse perché chi lo propone sa che non è una procedura regolare e non vuole assumersene la responsabilità?

 

  1. Quanti soggetti risultano negativi a questo test? Può sembrare una banalità, ma in oltre 10 anni di attività di allergologo non mi è ancora capitato di vedere un test “alternativo” per le intolleranze alimentari che sia risultato negativo! Per me questo è abbastanza sconvolgente…sarebbe come se tutti quelli che entrano nel mio studio fossero allergici (ovviamente no!), o tutti quelli che vanno dal cardiologo avessero l’infarto o un altro problema cardiaco…insomma, avete capito cosa intendo. Vi consiglio quindi di chiedere esplicitamente a chi vi propone il test: delle ultime 10 persone che lo hanno fatto, quanto non sono risultate “intolleranti”? E delle ultime 100? Se la risposta è zero…

 

  1. Questo test per le intolleranze alimentari, è riproducibile? Ovvero: se torno la prossima settimana e ripeto il test, ottengo un risultato analogo? Anche in questo caso, parlo per esperienza di molte persone che a distanza di tempo ripetono il test ed i risultati sembrano quelli di due persone differenti.

In conclusione, nessuna società scientifica e nessun tipo di linee guida consiglia l’utilizzo dei test alternativi per le intolleranze alimentari. Per diagnosticare una reazione avversa ad un alimento abbiamo quindi a disposizione i test per le allergie alimentari, i test per la celiachia/intolleranza al glutine ed il test per l’intolleranza al lattosio.

Purtroppo, oltre a questi, abbiamo pochissime armi per diagnosticare in maniera attendibile una reazione avversa ad un determinato alimento. Può quindi succedere che, nel caso specifico di una persona, dai test comunemente utilizzati non emergano dati utili. Ma non per questo è saggio affidarsi a test che non hanno mai dimostrato – dal punto di vista scientifico – di essere.

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