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Più allergici in città o in campagna?

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I pollini, soprattutto in questa stagione, sono l’incubo dei soggetti allergici. Una bella passeggiata all’aria aperta può rivelarsi per loro un incubo. Ma ci sono più allergici in città o in campagna? La risposta potrebbe sorprenderti…

Una giornata di sole ed un bel venticello fresco sono le condizioni ideale per fare due passi all’aria aperta…a meno che non si soffra di pollinosi (l’allergia ai pollini delle piante, che si presenta tipicamente con rinite, congiuntivite o asma). Perché quelle appena descritte sono proprio le condizioni ideali per avere una maggiore concentrazioni di pollini nell’aria e quindi una maggiore intensità dei sintomi.
Ovviamente, ci sono anche differenze legate al luogo nel quale viviamo ed all’ambiente dove scegliamo di trascorrere le nostre giornate all’aria aperta.

Le concentrazioni di pollini variano in base all’area geografica
La prima cosa da considerare è che le concentrazioni dei pollini variano, anche in maniera considerevole, in funzione dell’area geografica. Mentre per alcuni le differenze sono meno marcate (ad esempio il polline di graminacee è presente su tutto o quasi il territorio nazionale), al nord abbiamo una maggiore concentrazione dei pollini di betulla (ed anche, soprattutto nelle zone padane, di ambrosia), al centro di cipresso ed ulivo, al sud di parietaria.

Generalmente, per “sensibilizzarsi” ad un allergene (compreso un polline) servono mesi o anni di esposizione. Quindi un soggetto che cambia la propria area geografica (trasferimento in altra regione italiana, o da/verso altri stati) tipicamente avverte la comparsa di sintomi allergici legati a nuove sensibilizzazioni – ad esempio una persona che da Roma si trasferisce a Milano o a Torino e diventa allergica al polline di parietaria – dopo un certo periodo di tempo.

Dobbiamo poi considerare che questa situazione non è “statica”, ma in continua evoluzione. Oggi sappiamo bene come i cambiamenti climatici stiano avendo un impatto considerevole anche sulla pollinazione: sia in termini di quantità che di periodo. Il progressivo aumento delle temperature sta portando ad un allungamento del periodo di pollinazione di molte specie di piante.
Inoltre, il periodo esatto di fioritura cambia di anno in anno, a seconda del clima. Per fare un esempio pratico, è possibile che il periodo di pollinazione del cipresso possa variare – di anno in anno, in una determinata area geografica – dall’inizio di gennaio alla fine di febbraio. Di conseguenza, cambierà anche il periodo in cui i soggetti allergici al cipresso inizieranno ad avvertire i loro sintomi.

Per gli allergici, meglio la città o la campagna?
Certamente un soggetto allergico ai pollini è portato a guardare con diffidenza la campagna: tutte quelle piante rappresentano una sorgente infinita da granuli pollinici, che riempiono l’aria e causano tutti quei sintomi fastidiosi.
Questo, almeno in parte, può essere vero. Bisogna però considerare che i pollini – contenuti all’interno del granulo pollinico – vengono trasportati dal vento e possono percorrere distanze anche di diversi chilometri. Quindi anche in città, quando guardandoci intorno vediamo purtroppo solo asfalto e cemento (e ben pochi alberi…), nell’aria sono presenti molti granuli pollinici. Da questo punto di vista, rimanere in città non è un aiuto per il soggetto allergico.
E per gli stessi motivi, i granuli pollinici non in grado di penetrare anche all’interno dell’ambiente domestico, ogni volta che apriamo porte e finestre. Per questo motivo, di recente, sono state sperimentate anche speciali zanzariere dotate di finissime “reti anti-polline”.

Più in generale, però, dobbiamo considerare che la campagna e la vita in un ambienta “più naturale” è di aiuto per il soggetto allergico. O meglio, è di aiuto soprattutto nelle prime fasi di vita: per il bambino a rischio di diventare allergico.
Numerosi studi ormai – partendo dalla ben nota “ipotesi igienica” – confermano quanto l’esposizione ad un ambiente più ricco di microbi (come appunto una fattoria, dove sono presenti molti animali) favorisca un corretto sviluppo del sistema immunitario e quindi contrasti il rischio di sviluppare allergie.

Quali rimedi per il soggetto allergico: vivere sotto una campana di vetro?
Come abbiamo visto, chi soffre di allergie respiratorie – soprattutto in questa stagione –, non è al sicuro nemmeno in città né dentro casa.
Sicuramente cercare di ridurre l’esposizione agli allergeni pollinici può rappresentare un buon consiglio in alcuni casi. Per gli allergici alle graminacee: è meglio se evitate di passare attraverso un prato o un campo appena falciato!
Tuttavia un corretto inquadramento del problema allergico e l’impostazione di una terapia adeguata – da parte del medico o dello specialista allergologo di fiducia – potrà in molti casi risolvere i vostri problemi e prevenire ulteriori complicanze.

Per non rinunciare ad una vita all’aria aperta, per non rinunciare ad una bella passeggiata in campagna, non trascurate di curare la vostra rinite!

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Sono medico, allergologo ed immunologo, editor-in-chief di Allergia e Salute. Se hai trovato utile questo articolo clicca Mi piace! e condividilo. Se vuoi contattarmi per un consiglio o una visita clicca qui >>

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