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Rinite mista: cos’è, come affrontarla

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In molti casi, le allergie primaverili si estendono ben al di là del periodo “stagionale”. Cerchiamo di capirne insieme il perché

La primavera è il periodo più difficile per quegli oltre 10 milioni di italiani che soffrono di rinite allergica. La comparsa dei pollini nell’aria è segnata – ancor prima che i fiori inizino a colorare giardini e cortili – dal rumore degli starnuti di tutti coloro che si trovano a combattere contro questo problema.

Diversi studi scientifici ci confermano che negli anni, tuttavia, le coste stanno cambiando…in peggio!

Benché la rinite allergica si possa presentare anche nelle altre stagioni – nei soggetti con allergia alla polvere, agli animali domestici, alle muffe o ad altri allergeni ancora – la primavera finora la faceva da padrona.

Oggi invece, un numero sempre maggiore di soggetti allergici riferisce un progressivo “allungamento” del periodo dei sintomi allergici, che può iniziare prima della stagione primaverile e molto spesso si prolunga ben oltre, fino ad estendersi – in alcuni casi – per tutto l’anno in maniera persistente.

Se la vostra rinite sta andando incontro a cambiamenti di questo tipo, è opportuno consultare il medico e possibilmente programmare un controllo con lo specialista allergologo di fiducia. Con tutta probabilità ci troviamo di fronte ad un cambiamento che necessita, di conseguenza, un adeguamento della terapia.

Cosa potrebbe essere successo?

L’allergologo sicuramente proporrà di ripetere i test allergologici, perché potrebbe darsi che sia comparsa (o peggiorata) l’allergia agli allergeni “perenni”, come acari e animali domestici, oppure vi siate sensibilizzati ad allergeni presenti nelle stagioni non primaverili, come le muffe.

In questi casi, si tratta di un’evoluzione abbastanza tipica delle malattie allergiche dall’infanzia all’età adulta: il numero di allergie – inizialmente una o poche – cresce progressivamente ed i sintomi possono andare a peggiorare.

Per non andare incontro a sintomi incontrollabili o spiacevoli complicanze, è quindi necessario riparlarne con il medico per adeguare il trattamento della rinite allergica alla nuova situazione.

E se fosse una rinite “mista”?

Non è detto, però, che il prolungamento dei sintomi sia necessariamente dovuto ad un aumento del numero di allergie.

Oggi sappiamo infatti che un numero affatto trascurabile di soggetti con rinite allergica (si stima siano dal 44% all’87%) vanno incontro ad un’evoluzione del loro problema, verso quella che prende il nome di “rinite mista”.

La rinite mista è data dalla sovrapposizione di una rinite allergica e di una rinite non allergica. In questi casi i sintomi rinitici si estendono al di là del periodo di presenza dell’allergene nell’aria; nel caso dell’allergia ai pollini, i sintomi possono essere presenti anche prima o dopo la primavera.

Il problema non riguarda unicamente la durata dei sintomi. Sappiamo infatti che quando rinite allergica e non allergica coesistono, i sintomi diventano anche più intensi e fastidiosi. Per questo motivo è importante consultare il medico e rivalutare la terapia.

Altri studi ci dicono infatti che le terapie antistaminiche, usate comunemente per la rinite primaverile, non sono sufficienti a controllare i sintomi. Anche l’immunoterapia specifica (il cosiddetto “vaccino” per le allergie) può essere efficace in questi casi, ma gli stessi studi ci dicono che anche dopo il vaccino il soggetto con rinite mista avrà maggiormente bisogno di terapie farmacologiche rispetto al soggetto con sola rinite allergica.

La terapia della rinite mista

Trattandosi di una forma caratterizzata da sintomatologia più estesa temporalmente, più intensa, e meno responsiva alle terapie, i soggetti con rinite mista devono seguire attentamente la terapia impostata dal medico e sottoporsi a regolari visite allergologiche di controllo.

Dato che il solo antistaminico generalmente non è efficace, in molti casi il medico consiglierà l’associazione di una terapia cortisonica intranasale alla terapia antistaminica (che può essere somministrata sia per via orale che per via intranasale, in questo ultimo caso anche in unica formulazione con spray nasale a base di cortisonico e antistaminico insieme).

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Sono medico, allergologo ed immunologo, editor-in-chief di Allergia e Salute. Se hai trovato utile questo articolo clicca Mi piace! e condividilo. Se vuoi contattarmi per un consiglio o una visita clicca qui >>

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