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Rinite: comprendere i sintomi in anticipo

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Troppo spesso il paziente con rinite si rivolge al medico solo quando il problema è diventato “insopportabile”. Non sarebbe meglio affrontarlo prima?

Anche questo è uno dei temi comuni che dobbiamo affrontare nei soggetti con rinite allergica: il ritardo nella diagnosi e le conseguenti ricadute sulla salute e sulla qualità di vita di chi ne è affetto.

“Sarà che nelle fasi iniziali una rinite allergica può essere scambiata per il comune raffreddore (che però solitamente dura giusto qualche giorno…), o che nelle nostre vite il tempo per prenderci cura di noi stessi o per andare dal medico è sempre meno (quando c’è!). Sarà che i sintomi possono non apparire gravi o preoccupanti, o magari pensiamo che sia sufficiente affidarsi a qualche rimedio da banco, invece di consultare il medico…”

Questi fattori possono tutti avere un ruolo, ma la sostanza è una: la rinite allergica è una patologia troppo spesso trascurata, a maggior ragione nelle sue fasi iniziali. Il paziente contatta il medico, per impostare un percorso di diagnosi e cura che porti a risolvere il problema, con un netto ritardo: gli studi scientifici ci parlano di alcuni anni, in media, dall’esordio dei sintomi!

Anche se la rinite allergica non è in assoluto una patologia “grave”, nel senso che non mette direttamente a rischio la vita, oggi sappiamo che ritardare la diagnosi e l’inizio di una terapia corretta ha importanti ripercussioni negative sulla salute e sulla qualità di vita.

Innanzitutto, l’infiammazione a carico del naso e delle vie respiratorie superiori si può correlare al rischio di sviluppare altre patologie infiammatorie a carico delle vie aeree, prima fra tutte l’asma bronchiale. Dobbiamo poi considerare che l’età media dei soggetti allergici – rispetto a coloro che sono affetti da altre patologie croniche – è molto bassa: ciò significa che eventuali complicanze della rinite allergica andranno a costituire un “fardello” di patologia con il quale il soggetto dovrà poi fare i conti per tutto il resto della propria vita.

In secondo luogo, la rinite allergica ha un impatto di notevole rilevanza sulle attività quotidiane e sul riposo notturno. Per quanto riguarda le prime, è dimostrato nei soggetti con rinite allergica una riduzione della performance scolastica e/o lavorativa rispetto ai soggetti che non soffrono di questi problemi. Ciò è correlato anche con i disturbi del sonno, che andando ad impedire un adeguato riposo notturno, vanno a peggiorare la capacità di svolgere attività durante la giornata successiva.

Anche le terapie, in particolare gli antistaminici assunti per via orale – che, seppur molto meglio tollerabili rispetto al passato, possono dare sonnolenza come effetto collaterale – possono contribuire ad un tale meccanismo.

Come riconoscere la rinite per tempo e affrontarla in maniera corretta?

Vediamo allora insieme quali sono i “campanelli d’allarme” che devono far sospettare la presenza di una rinite allergica, e quindi di rivolgersi al medico per la conferma diagnostica e la migliore terapia del caso.

  1. Ho spesso il naso ostruito, con secrezione “chiara”: questi sono segni piuttosto tipici della rinite allergica, mentre nel raffreddore comune (che è su base infettiva) la secrezione tende ad assumere un colore più giallastro
  2. Si associano sintomi oculari, quali prurito, arrossamento o lacrimazione: in questo caso la necessità non è tanto dell’oculista (se non si associano problemi di vista!) ma dell’allergologo. La rinite allergica spesso si associa ai sintomi oculari e si parla infatti di rinocongiuntivite allergica
  3. I sintomi seguono una certa stagionalità: anche questo è tipico delle forme allergiche. Certo, di questo non ci si accorge il primo anno, ma se vediamo che i sintomi tendono a ripresentarsi nei soliti mesi per 2-3 anni di fila, è il caso di non perdere altro tempo e di consultare il medico
  4. I sintomi durano a lungo: difficile che si tratti in questi casi di un banale raffreddore. È bene allora consultare il medico, se anche non fosse un problema di rinite allergica probabilmente ci saranno altre indagini da fare

Ricorro all’automedicazione o ai prodotti da banco per tenere sotto controllo i sintomi: questo può andare bene nelle prime fasi, ma se i sintomi continuano conviene consultare il medico. Una terapia non corretta può non essere efficace o, nel lungo periodo, addirittura contribuire al peggioramento della malattia.

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Sono medico, allergologo ed immunologo, editor-in-chief di Allergia e Salute. Se hai trovato utile questo articolo clicca Mi piace! e condividilo. Se vuoi contattarmi per un consiglio o una visita clicca qui >>

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