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Rinite Allergica: le terapie raccomandate e quelle da evitare

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Quali sono i farmaci più efficaci per la cura della rinite allergica? E quali invece è meglio evitare? Scopriamolo con le Linee Guida ARIA

Tempo di primavera, e torniamo ad occuparci di un argomento particolarmente di attualità: la rinite allergica (di cosa si tratta? Scoprilo leggendo l’articolo dedicato nel numero di Allergia e Salute di Aprile).

Ma dal punto di vista della terapia, quali sono gli strumenti migliori oggi a disposizione per risolvere questo fastidiosissimo problema? Le linee guida nazionali e internazionali, ormai ampiamente accettate e diffuse, indicano agli specialisti allergologi quali sono le terapie da impiegare per ottenere i migliori risultati, a seconda del livello di gravità della rinite.

Le Linee Guida ARIA

Il progetto ARIA (acronimo di allergic rhinitis and its impact on asthma, accessibile a questo link) si occupa di redigere e diffondere le linee guida basate sui più recenti avanzamenti della lettura scientifica in materia di allergie respiratorie e di rinite in particolare. Nella revisione 2012, la più recente ad oggi disponibile, vediamo quali sono le terapie consigliate a seconda della gravità della rinite (figura 1).

Come si evince dalla figura stessa, il trattamento della rinite è differenziato a seconda che si tratti di una forma di intensità lieve o moderata-grave e con andamento intermittente o persistente.

Intensità e durata della rinite

Secondo le linee guida ARIA si definisce moderata-grave una rinite che determina nel paziente almeno uno di questi sintomi: alterazione del sonno, limitazione alle attività lavorative/scolastiche, limitazione delle attività quotidiane, sintomi particolarmente gravi; nel caso in cui tutte queste condizioni siano assenti, la rinite si considera lieve.

Per quanto concerne la durata, invece, si definisce persistente una rinite che perdura (prima dell’inizio della terapia) per 4 giorni a settimana e per oltre 4 settimane; in caso contrario (sintomi meno di 4 giorni a settimana o per meno di 4 settimane consecutive) si parla di rinite intermittente.

Lo schema di trattamento consigliato per la rinite.

A questo punto, una volta inquadrata correttamente l’intensità e la durata della rinite, si possono scegliere varie opzioni terapeutiche, in base a fattori quali sensibilizzazione allergica (ad allergeni stagionali come i pollini, o perenni come gli acari della polvere o gli allergeni degli animali domestici) età del soggetto, precedenti terapie.

rinite allergica

Figura 1. Linee guida per il trattamento della rinite allergica, da Progetto ARIA (http://www.progetto-aria.it)

Nonostante lo schema riportato in figura si componga di molteplici possibili terapie, non tutte hanno la stessa efficacia e le stesse indicazioni.

Come si può vedere, la terapia della rinite lieve intermittente si differenzia da quella delle forme più gravi, in quanto in questo caso vengono consigliate principalmente terapie al bisogno, quali antistaminici (per via orale o nasale), l’allontanamento di eventuali allergeni o agenti irritanti, i cromoni ed eventualmente – nei soggetti sopra i 12 anni, un decongestionante nasale.

A proposito del decongestionante nasale, che si può trovare in farmacia come farmaco da banco senza obbligo di prescrizione medica, è importante sottolineare come questa terapia vada limitata a periodi brevi di trattamento, e in ogni caso non più di 10 giorni al mese. Può essere infatti un valido aiuto da utilizzare in caso di sintomi nasali particolarmente intensi, ma non riduce l’infiammazione del naso e – se utilizzata per periodi protratti – può determinare a sua volta una forma di rinite denominata rinite medicamentosa. Si innesca quindi una sorta di circolo vizioso nel quale la terapia (il decongestionante) inizialmente funziona ma poi contribuisce al peggioramento dei sintomi, e più il paziente vi ricorre più i sintomi si acuiscono.

Nelle forme di rinite moderata-grave o persistente, solitamente si inizia il trattamento associando un antistaminico per via orale (quelli di IIa o IIIa generazione solitamente non provocano sonnolenza) con uno spray nasale cortisonico. Questa associazione terapeutica, nella maggior parte dei casi, consente una significativa riduzione dell’infiammazione nasale e un conseguente buon controllo dei sintomi.

Nel caso la rinite si associ ad asma bronchiale, è possibile valutare l’utilizzo di un farmaco antileucotrienico, attivo su entrambe le patologie.

Ogni terapia farmacologia, comunque, andrà ripetuta ciclicamente – seguendo le indicazioni dello specialista Allergologo – perché i sintomi si ripresenteranno con le successive esposizioni agli allergeni.

L’immunoterapia specifica (il cosiddetto “vaccino antiallergico”) da questo punto di vista è un’interessante opportunità: questa infatti è l’unica terapia in grado di determinare un miglioramento delle malattie allergiche (quindi rinite e asma bronchiale) che perduri per anni, anche dopo la sospensione della terapia. Ne parleremo in uno dei prossimi articoli..

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Sono medico, allergologo ed immunologo, editor-in-chief di Allergia e Salute. Se hai trovato utile questo articolo clicca Mi piace! e condividilo. Se vuoi contattarmi per un consiglio o una visita clicca qui >>

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