Leaderboard Ad

Le allergie dei bambini: il punto di vista dell’allergologo-pediatra

0

La Dr.ssa Simona Contestabile, specialista in allergologia ed esperta di allergologia pediatrica, esprime il suo punto di vista sulle allergie nei bambini

Quali sono le forme allergiche più comuni nel bambino, ed a quale età solitamente si ha l’esordio dei sintomi?

Le allergie aumentano, sia  nella popolazione generale che in quella pediatrica. La “marcia allergica” è la naturale evoluzione delle malattie allergiche, che sembrano seguire un percorso definito a seconda dell’età del soggetto. La storia naturale nella maggior parte dei casi inizia nella prima infanzia con l’associazione tra dermatite atopica e allergia alimentare (latte uovo, grano, soia, arachidi e pesce costituiscono il 90% degli alimenti allergenici). Nelle età successive si assiste ad una acquisizione progressiva della tolleranza alimentare, la miglioramento della dermatite atopica ed alla contemporanea comparsa di allergie respiratorie (asma e/o rinite).

Quali sono le caratteristiche delle allergie respiratorie (asma bronchiale, rinite allergica) nel paziente pediatrico?

La rinite allergica (leggi qui anche l’approfondimento sulla rinite allergica stagionale, NdR) è la più frequente forma di allergopatia respiratoria, e la sua prevalenza negli ultimi anni risulta in costante aumento. L’esordio della sintomatologia avviene in età infantile per le forme perenni (sensibilizzazione ad acari della polvere, derivati epidermici di animali domestici e le muffe), mentre le forme pollinosiche esordiscono più tardi durante l’adolescenza. Infatti la maggior dei bambini inizia con una sensibilizzazione agli acari, che sovente causa una sintomatologia asmatica, in seguito si può sviluppare una sintomatologia rinitica unitamente alla comparsa di polisensibilizzazioni. Pertanto appare evidente come l’evoluzione verso la polisensibilizzazione sia una costante della storia naturale della reazione allergica.

E per quanto riguarda i problemi allergologici cutanei, in particolare la dermatite atopica?

La dermatite atopica è caratterizzata da lesioni cutanee, generalmente molto pruriginose, ad andamento cronico-recidivante. Le caratteristiche e le sedi delle lesioni variano in funzione dell’età: nel bambino piccolo si manifestano come chiazze rotondeggianti rosse ed essudanti (cioè umide), localizzate al volto (ad esclusione del contorno della bocca) e sulle zone estensorie degli arti, nel bambino più grande, la dermatite si localizza a livello delle pieghe flessorie di gambe e braccia, intorno alla bocca e sulle palpebre, mentre la cute appare secca ed in alcune aree ispessita. Nel considerare la dermatite atopica non si può non riflettere sul fatto che la pelle è “un luogo privilegiato” dove il bambino esprime il proprio malessere, come non si può non tenere conto degli aspetti psicosomatici che la innescano e contribuiscono a sostenerla. Per tale motivo è molto importante una stretta collaborazione tra medici e famiglia nelle varie fasi, che deve mirare a far comprendere come la dermatite atopica sia una malattia certo fastidiosa (che può comportare disturbi del sonno, irrequietezza nei più piccoli, e disagio estetico nei più grandi) che nella maggior parte dei casi guarisce spontaneamente. La terapia ha come obiettivo principale la gestione e la prevenzione delle riacutizzazioni e delle eventuali complicanze (ad esempio le sovrainfezioni batteriche da Staphilococcus aureus), il miglioramento della qualità della vita dei pazienti e dei loro genitori

Le terapie che si utilizzano in età pediatrica, sono le stesse che si utilizzano nell’adulto o ci sono differenze?

Prendiamo ad esempio la terapia antistaminica, utilizzata in molti casi per i problemi allergici: nei bambini di solito la terapia antistaminica viene somministrata solo nei periodi critici di allergia, magari a cicli, mentre nell’adulto è più facile impostare una terapia continuativa, ad esempio da febbraio a giugno in caso di polisensibilizzazioni. Anche nell’età pediatrica può esser necessario, in alcuni casi, l’uso prolungato di un antistaminico, come ad esempio per controllare riniti ostruttive perenni. I farmaci di ultima generazione non provocano sonnolenza, anche se può esser possibile una ipersensibilità individuale, e pertanto le terapie vanno riviste a seconda delle necessità. Non si può permettere che un bambino si addormenti sui banchi di scuola e allo stesso tempo un naso completamente “chiuso” riduce le capacità di concentrazione.

E’ possibile che il bambino, con la crescita, guarisca dalle sue allergie?

La dermatite atopica rappresenta una patologia peculiare dell’età pediatrica, ha esordio tipicamente precoce (60% dei casi nel primo anno di vita) e di solito si risolve entro l’adolescenza. E’ associata ad allergia alimentare, ed in questo caso va ricercato l’allergene scatenante, ma può esser anche non correlata ad alcuna allergia. E’ una malattia multifattoriale, legata all’interazione di fattori genetici con fattori ambientali, che portano tutti ad una alterazione della barriera cutanea. Per le allergie respiratorie, l’asma bronchiale solitamente esordisce prima, mentre con lo sviluppo tende a regredire lasciando spazio a forme di rinite allergica. Di fronte alla domanda, molto comune, se “il mio bambino con la crescita potrà guarire dall’allergia” è quindi molto difficile rispondere.

Articoli nel medesimo numero:

[catlist search=”aprile2013″ numberposts=10]

Share.

About Author

Magazine di Allergologia con i consigli pratici per combattere le allergie

Comments are closed.