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Tutte le mosse per la corretta idratazione scaccia-prurito

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Per lenire il prurito, l’idratazione regolare della pelle atopica è fondamentale. Ecco tutti i consigli per ottenere il massimo sollievo.

Ecco che ricompare quella voglia di grattare, irrefrenabile, per dare sollievo al prurito, uno dei principali sintomi della dermatite atopica che può compromettere la qualità della vita di chi ne soffre. Non ci si pensa due volte: quando le lesioni rossastre e desquamate manifestano la loro presenza in modo così disturbante, sfregare è la reazione più tipica di grandi e piccini. Ma il sollievo è solo apparente perché, così facendo, il problema si aggrava. E allora? “Per lenire il prurito, occorre mantenere la pelle ossigenata e idratata”, raccomanderebbero in coro gli esperti. Giusto e prezioso consiglio!

Via libera all’idratazione

L’idratazione profonda, per una pelle soggetta alla dermatite atopica, è necessaria come l’aria al naso per respirare o la luce agli occhi per vedere. Se manca la giusta idratazione sono guai, perché la pelle si ribella: si rinsecchisce, ricompaiono più vistose quelle antipatiche macchie sul viso e il tronco, ma anche sulle pieghe delle gambe e delle braccia, sul dorso delle mani e dei piedi e in diverse zone nascoste come dietro alle orecchie e sul cuoio capelluto. Segno che bisogna correre urgentemente ai ripari.

Attacco su più fronti

Chi soffre di dermatite atopica sa che i rimedi farmacologici sono tanti e che, a seconda dell’età e delle manifestazioni della malattia, si possono differenziare in trattamenti topici, che si applicano cioè direttamente sulla pelle, terapie sistemiche per bocca (es. antistaminici) o altre opzioni promettenti, fra cui i raggi UV a banda stretta che sono i più innovativi. Tutte queste opportunità costituiscono però solo una parte del trattamento della dermatite atopica, che infatti non può fare a meno di una idratazione e di una cura della pelle costante.

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Idratazione: stile di vita quotidiano per la pelle

La regolarità è il fattore chiave nel trattamento idratante della pelle con dermatite atopica: una pratica, quella dell’idratazione, che deve essere quotidiana, attuata sia in condizioni di normalità, quando il prurito sembra essere sotto controllo e le lesioni meno arrossate, sia in stato di crisi acuta. In ogni condizione, infatti, la pelle atopica resta più fragile ed esposta a fattori irritanti di una pelle sana: ecco perché necessita di essere protetta dal rischio di desquamazioni e screpolature, da eventuali fattori ambientali (un clima troppo caldo o freddo), alimentari, ma anche fattori emozionali, come uno stress prolungato o eccessivo, che possono stimolare arrossamenti e riacutizzazioni cutanee. L’idratazione contribuisce a creare un film protettivo tra la pelle e gli agenti irritanti, rallentandone l’azione ma anche alleviando il prurito, l’irritazione e la secchezza cutanea.

Ma cosa significa idratare? Fare un bagno, utilizzando quali prodotti? O applicare delle creme emollienti e di che tipo? Un buon mix delle due azioni, eseguite ad arte. Infatti occorre prendersi cura della pelle allo stesso modo in cui si agirebbe con un oggetto estremamente delicato e prezioso.

No alla pelle a mollo in acqua dolce, sì invece ai sali da bagno. Ci sono delle regole d’oro utili per il lavaggio quotidiano. Infatti la pelle richiede tutti i giorni bagni o docce, ma che siano “toccata e fuga”, limitati cioè a non più di 5 minuti perché il calcare secca la cute, e ad una temperatura che si aggiri fra i 32° e i 34°. Infatti il troppo caldo aumenta la secchezza e riaccende l’infiammazione. Un discorso a parte merita l’acqua salata, o quella dolce a cui vengano aggiunti degli specifici sali da bagno in dosaggi precisi. Questi ultimi creano un ambiente osmotico, che favorisce cioè il passaggio dei minerali dall’acqua alla pelle, e la fuoriuscita delle tossine dalla pelle all’acqua: la cute così si remineralizza e si purifica.

Lavarsi in modo soft. La pelle atopica predilige degli strumenti di lavaggio che siano decisamente soft. Niente guanto o spugna che potrebbero irritare la pelle, ma mani nude che sono molto più delicate e pulite. Dolci devono essere anche i detergenti, senza sapone e con un pH simile a quello della cute per non peggiorarne la secchezza.

La baby asciugatura. L’utilizzo di sostanze emollienti e senza profumo è un’ottima regola anche per il bagnetto dei piccoli, i quali ancora gocciolanti vanno tamponati (e non frizionati, neanche con il cotone!) per togliere dalla pelle ogni traccia di umidità che potrebbe essere un fattore di rischio per l’irritazione cutanea.

Una pelle assetata di cure non stop. Eppure la pelle, anche dopo un buon bagno o doccia, non è ancora soddisfatta. Ha sete… di crema emolliente che va cosparsa su tutto il corpo e maggiormente nelle aree critiche, con morbidezza, cioè con la punta delle dita, entro pochi minuti dal termine del bagno, ripetendo l’incrematura anche più volte al giorno, a seconda delle indicazioni.

Creme e liquidi emollienti devono essere ipoallergenici: i loro componenti, cioè, devono essere stati selezionati per ridurre al minimo il rischio di possibili allergizzanti.

Le applicazioni vanno continuate anche quando lo stato della pelle appare soddisfacente, ossia nei giorni in cui le manifestazioni sembrano essere in remissione.

La baby idratazione. La crema, specie nei piccoli, svolge una azione rilassante sulla pelle. Mamma e papà la devono applicare tiepida, ovvero dopo aver tenuto per qualche minuto il prodotto tra le mani, tralasciando le aree nelle quali le lesioni sono fissurate, la cute è lesa o infiammata, distendendola e mai frizionandola.

Il via? Dal basso! Si comincia dagli arti inferiori in su, con un massaggio alle gambe attuato con movimenti che partono dalla caviglia fino alla coscia davanti e dietro le gambe.

Poi tocca gli arti superiori. Le braccia vanno massaggiare dal polso salendo alle ascelle, lasciando per ultime le mani, che vanno idratate cominciando dalle dita, poi i palmi e i polsi.

Ed è la volta del tronco. Il busto va massaggiato con la mani ben aperte, distese sulla parte inferiore dell’addome, facendole risalire a poco a poco con movimenti concentrici fino al collo.

Arrivati al collo, tocca alla schiena. Cominciando dalle spalle che devono essere massaggiate con movimenti avvolgenti, portando poi il bimbo in posizione seduta con la testa appoggiata alla spalla di mamma o papà, agevolando in questo modo il lavoro sulla schiena che andrà idratata a partire dalla zona lombare, fino alla nuca e alle orecchie, laddove necessario.

E da ultimo, il viso. La crema va applicata con la punta delle dita. Le dita dalla parte superiore della fronte scenderanno a poco a poco verso le tempie, scivoleranno lungo il naso e sotto gli occhi, sulle guance, fino al mento.

E per favorire il sonno notturno… Alla sera nel massaggio potranno essere coinvolti anche i piedi, partendo dal dorso e poi tutte le dita al fine di ottenere un maggiore effetto rilassante.

 

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Info Autore

Magazine di Allergologia con i consigli pratici per combattere le allergie

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