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L’esperienza di Matilde: fiato corto dovuto a obesità o asma?

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“Ero ormai rassegnata a rinunciare alle gite culturali organizzate dalle mie amiche. Nei musei dovevo continuamente sedermi, a causa del fiato corto, e la mia terapia per l’asma sembrava non essere più efficace. Il mio sovrappeso stava diventando il problema più grande. Da quando sono a dieta sto meglio, riesco a gestire bene l’asma e non mi pongo più limiti nei viaggi… a parte quelli culinari!”

L’obesità è una condizione dovuta a un disturbo del metabolismo corporeo, che porta ad una eccessiva formazione di tessuto grasso e ad un enorme aumento di peso. Definita dal valore di indice di massa corporea (BMI) pari o superiore a 30, negli ultimi decenni le prevalenze di obesità e asma sono aumentate e hanno raggiunto valori simili, dando vita all’ipotesi che queste due condizioni siano collegate tra loro. Nonostante i ricercatori non siano ancora riusciti a scoprire le basi di tale legame, meccanismi di correlazione possibili sembrano essere:

  • la dieta e uno stile di vita sedentario. La riduzione dell’attività fisica, un maggior numero di ore passate davanti alla TV o al computer e un maggior consumo di cibi industriali ed altamente calorici hanno favorito l’aumento della prevalenza di obesità e asma, la comparsa di affanno e fiato corto, creando un circolo vizioso che spinge al peggioramento di entrambi i disturbi.
  • Presenza di infiammazione sistemica, cioè diffusa in tutto il corpo, risulta associata agli attacchi asmatici ed è presente nei soggetti obesi in risposta allo stress metabolico. I due ormoni principalmente coinvolti nella regolazione dell’infiammazione nell’obeso, adiponectina e leptina, sono rilevabili anche nell’asma.
  • Cambiamenti meccanici delle vie aeree, che perdono elasticità e capacità di contrazione muscolare con una riduzione del volume di aria respirata.
  • la resistenza all’insulina, favorita dalla presenza di uno stato infiammatorio di base costante nel tempo.
  • comorbidità come il reflusso esofageo e l’apnea del sonno. Le persone obese sono più propense a soffrire di reflusso esofageo, che può sia imitare che scatenare i sintomi asmatici. Anche l’apnea del sonno è una condizione comunemente associata ad un peso eccessivo, con difficoltà di respirazione, una diminuzione dei livelli di ossigeno durante la notte, mancanza di fiato o fiato corto come accade nelle persone che soffrono di asma.
  • Fattori genetici, che possono interagire con i fattori ambientali aumentando le possibilità di sviluppare obesità e asma.

L’obesità aumenta il rischio di sviluppare l’asma, aggravarne i sintomi o renderli difficili da gestire. Chi soffre di obesità e asma contemporaneamente viene ricoverato più spesso riducendo la qualità di vita rispetto a chi soffre di asma, ma ha un peso normale.

Chi soffre di obesità e asma, oltre ad assumere una eventuale terapia medica dovrebbe modificare il proprio stile di vita, attraverso una dieta equilibrata ed un’attività fisica moderata e costante. Anche una piccola perdita di peso, infatti, è in grado di migliorare i sintomi respiratori. Come fare a gestire l’asma in attesa di ritornare un po’ in forma?

  • Aumentare il consumo di frutta e verdura, alimenti che contengono antiossidanti come il betacarotene e le vitamine A e C che possono aiutare a controllare l’irritazione e gonfiore polmonare causati dall’azione dannosa dei radicali liberi sulle cellule che rivestono l’apparato respiratorio;
  • Attenzione ai solfiti, sostanze che possono dare il via ai sintomi in alcune persone con asma da moderata a grave. Usati come conservanti, i solfiti si trovano in diversi alimenti tra cui vino, frutta secca, sottaceti, gamberi freschi e congelati;
  • Indagare la presenza di eventuali allergie alimentari. Gli alimenti raramente provocano attacchi d’asma, ma alcuni studi suggeriscono che il respiro affannoso, o dispnea, accompagna altri segni di reazioni alimentari più spesso di quanto si pensi;
  • Assumere vitamina D, che risulta scarsa nelle persone con asma grave. Un’integrazione di vitamina D può migliorare l’asma e si può ottenere aumentando il consumo di salmone, latte, uova e passando anche poco tempo all’aperto sotto il sole.

I CONSIGLI DELL’ALLERGOLOGO

allergologo

L’OBESITÀ, INSIEME ALLE ALLERGIE, È DA CONSIDERARE UN FENOMENO EPIDEMICO NELLA NOSTRA SOCIETÀ. ANCHE SE COMPRENDERE I MECCANISMI BIOLOGICI DEL LEGAME TRA OBESITÀ, ASMA E ALLERGIE NON È SEMPLICE, SEMPRE PIÙ DATI SCIENTIFICI CONFERMANO QUESTA ASSOCIAZIONE E GIORNO DOPO GIORNO CI PERMETTONO DI AMPLIARE LE NOSTRE CONOSCENZE. IN PARTICOLARE, OGGI SAPPIAMO CHE IL TESSUTO ADIPOSO NON RAPPRESENTA SOLAMENTE UN TESSUTO “DI ACCUMULO” MA HA UN RUOLO ATTIVO NEI PROCESSI INFIAMMATORI. L’AUMENTO DELLA MASSA GRASSA, PORTEREBBE COSÌ NELL’INDIVIDUO AD UNA FACILITAZIONE O AD UN’AMPLIFICAZIONI DEI PROCESSI INFIAMMATORI DI OGNI TIPO, COMPRESI ASMA E ALLERGIE RESPIRATORIE, MA NON SOLO…

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Info Autore

Magazine di Allergologia con i consigli pratici per combattere le allergie

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