Leaderboard Ad

Identikit della dermatite atopica

0

E’ una malattia che causa prurito, lesioni rossastre e desquamazione: ecco le principali cose da sapere sulla dermatite atopica.

Prude e fa grattare nel 100% dei casi, ma non basta per dire che si tratta di dermatite atopica; potrebbe essere infatti una semplice allergia a qualche agente irritante. Può iniziare a fare insospettire il fatto che le lesioni rossastre e desquamate, che la caratterizzano, insorgano soprattutto nei bambini e che si localizzino per lo più al volto, sulle gambe e braccia, nelle pieghe delle articolazioni o anche sul tronco. O, ancora, che la voglia di grattare aumenti in particolari momenti, come ad esempio quando all’addormentamento, durante la notte o al risveglio.

Se esistono tutti questi elementi, forse è proprio dermatite. E una ulteriore prova può essere data anche dall’età dei piccoli.

Anche la dermatite ha la sua età

Questa condizione pruriginosa comincia a insorgere prestissimo, intorno ai 2-6 mesi di vita, facendo la prima comparsa sulle guance, per poi estendersi anche alle pieghe del gomito e del ginocchio, ai polsi e fino a coinvolgere occasionalmente anche il collo, le caviglie e i piedi.

Ci sono ancora dei dubbi? Allora, mamma e papà fate attenzione se quel prurito e quelle lesioni desquamate sono recidivanti, cioè ritornano periodicamente, e se presentano fasi alterne ovvero se vanno meglio in alcuni momenti per poi andare incontro a peggioramento.

Ma quanto dura la dermatite atopica? In teoria tutta la vita, è infatti una condizione cronica, ma può capitare anche che possa scomparire spontaneamente. Occorre però che la malattia non sia particolarmente estesa o non abbia fatto la sua comparsa precocemente o, ancora, che in famiglia non vi siano altri componenti che soffrono di dermatite atopica. In tutti questi casi, infatti, esiste una forte probabilità che la dermatite atopica permanga anche in età adulta.

Dermatite atopica? Fatti aiutare!

laevia

Il problema cutaneo che ti affligge è dermatite atopica? Scoprilo!
Partecipa a questo test che ti aiuterà a capirne meglio i sintomi e le cause, e ti indicherà la strada da seguire per una migliore qualità della vita.

Il test è realizzato in collaborazione con Laevia: creme e prodotti per dare sollievo alla pelle dai sintomi della dermatite atopica.

 

Sul banco degli imputati

Di chi è la colpa di questa malattia? La risposta è ancora incompleta, perché ad oggi si conoscono soltanto alcuni dei fattori che possono scatenare la dermatite atopica. Gli ultimi studi ipotizzano che a favore dello sviluppo della malattia ci sia soprattutto la mutazione e la perdita di funzionalità di un gene specifico: quello per la Filaggrina, una proteina fondamentale per l’integrità della pelle, quindi per garantire l’effetto barriera dagli agenti irritanti.

E che dire della familiarità? Questo è un altro importante fattore di rischio che induce la malattia. Vale a dire che se un genitore soffre di dermatite atopica, nel 60% dei casi il problema verrà ereditato anche dai figli, con un rischio che  aumenta fino all’80% se entrambi i genitori sono atopici, mentre in una famiglia non atopica la probabilità di malattia si abbassa a circa il 20%.

Ma non è ancora tutto, purtroppo… Eh sì, perché nella dermatite atopica giocano un ruolo importante anche i fattori ambientali o esterni che possono essere molteplici. Ad esempio:

  • la sudorazione che porta ad un aumento del prurito
  • la lana e le fibre sintetiche
  • i saponi o detergenti troppo aggressivi
  • i disinfettanti, come il cloro nelle piscine
  • il clima freddo, secco e ventoso ma anche quello caldo ed eccessivamente umido
  • alcuni alimenti
  • gli aeroallergeni e gli allergeni da contatto
  • l’eccessiva esposizione solare
  • le infezioni cutanee sistemiche, sia batteriche sia virali sia fungine
  • infine ci sono anche alcuni stati emozionali, come un forte stress, che possono indurre o acutizzare la malattia

Che cosa aspettarsi dalla dermatite atopica?

Dipende dal periodo di comparsa della malattia. I periodi della dermatite atopica sono quattro:

  • la fase del lattante e della prima infanzia (sino a 2 anni) – E’ la più frequente; può essere presente alla nascita o iniziare al 2°-3° mese, talvolta anche verso i 6 mesi, per poi diventare silente tra il 18° e 24° mese di età. Spesso la secchezza cutanea interessa tutta la superficie della pelle con l’eccezione dell’area del pannolino. Le aree più colpite sono il viso, il sederino, le pieghe dietro alle orecchie e le superfici estensorie delle braccia e delle gambe. E’ tipico di questa fase l’intenso prurito, specie al risveglio e all’addormentamento
  • la fase del bambino (da 2 a 10 anni) – In questo periodo della vita, la malattia nella maggior parte dei casi si attenua. Le lesioni si localizzano per lo più su polsi, nuca, caviglie, superfici estensorie delle braccia e delle gambe e viso; di norma appaiono più secche e meno crostose, ma tendono comunque a recidivare. Se non adeguatamente trattate, le lesioni cronicizzano. Il prurito è presente a tratti, a volte al risveglio, talvolta compare senza causa apparente e comunque nelle fasi di attività della malattia
  • la fase dell’adolescenza e della giovinezza – Nei rari casi in cui la malattia si protrae fino a questa età, le lesioni tendono a perdere la componente infiammatoria e a ridursi ulteriormente, localizzandosi soprattutto superfici flessorie di gomiti e ginocchia, sul dorso di mani e piedi, sulla nuca o sulle regioni ano-genitali ed anche. Il prurito è limitato alle sedi colpite dalla dermatite atopica, accentuandosi in maniera episodica e spesso nei momenti di maggiore tensione emotiva
  • fase dell’adulto – L’esordio in età adulta è un evento insolito perché, se permane anche in questo periodo della vita, nell’80% dei casi è una eredità che ci si porta dietro dal periodo neonatale. Le lesioni si riscontrano soprattutto nelle aree flessurali e sul viso, incluse la fronte e le zone intorno agli occhi, ma anche sul capo, sul busto o sui capezzoli. La secchezza cutanea è piuttosto importante a tal punto che attorno al collo può comparire un anello di cute di colore marrone

Dimmi che atopico sei

“Acuto o cronico”? Sembra un dilemma amletico, ma in realtà non lo è perché per capirlo è sufficiente osservare la manifestazione delle eruzioni cutanee. Infatti:

  • nel tipo acuto, più frequente nell’infanzia, compaiono chiazze arrossate che a volte desquamano, accompagnate spesso da gonfiore locale e piccole vesciche
  • nel tipo cronico, la pelle invece diventa spessa e presenta lesioni date dal continuo grattarsi. Specie nella zona delle mani compaiono fissurazioni, cioè delle spaccature della pelle anche dolorose

Non solo pelle…

Se compare la dermatite c’è un altro rischio da valutare e non sottostimare: infatti i piccoli che ne soffrono sono anche più predisposti a sviluppare manifestazioni allergiche di vario tipo. Fra le più frequenti vi sono, ad esempio, l’asma bronchiale, la rinite e la congiuntivite allergica: una eventualità che si verifica con buona probabilità entro i 7 anni.

No a diagnosi fai-da-te

Mamme e papà se ora siete proprio convinti che il vostro bimbo è affetto da dermatite atopica, non fate mai una diagnosi fai-da-te, ma portatelo dal pediatra o dal dermatologo o dall’allergologo che saprà, dalla semplice osservazione, ovvero dall’esame obiettivo della pelle e da un’indagine sulla storia famigliare del piccolo, confermare o escludere la dermatite atopica. Sono piuttosto rari, infatti, i casi dubbiosi che necessitino di test cutanei, quelli che mettono in contatto la pelle dei bimbi con vari allergeni per studiarne la reazione.

Una terapia multidirezionale

Tre è il numero perfetto per il trattamento della dermatite atopica. Essa prevede infatti:

  • un approccio farmacologico differenziato a seconda dell’età, dell’estensione e della gravità delle lesioni
  • la riduzione dell’esposizione agli allergeni responsabili
  • una giusta detersione e idratazione della pelle con prodotti che permettano di ridurre il prurito e proteggere dall’insorgenza di nuove lesioni, che siano ampiamente tollerabili e privi di sostanze potenzialmente allergizzanti

Una triade, questa, che di norma è in grado di alleviare sintomatologia, prurito e infiammazione e dunque migliorare la qualità della vita.

 

Condividi.

Info Autore

Magazine di Allergologia con i consigli pratici per combattere le allergie

Commenti chiusi.