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Dermatite seborroica, orticaria e psorasi: come distinguerle?

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Dermatite seborroica, orticaria e psorasi: come distinguerle?

 

Sentirsi come un pesce… fuor d’acqua. È proprio il pensiero che viene a mente quando osservandosi allo specchio, nota la propria pelle coperta da croste biancastre o giallastre, che sembrano squame e che cadendo lasciano il segno con lesioni sottostanti rossastre, di dimensioni variabili e che danno prurito a seconda del tipo di malattia. Lo sa bene chi è affetto da dermatite seborroica, orticaria o psoriasi: tre malattie che hanno un forte impatto sulla qualità di vita e che solo apparentemente sembrano simili, ma che in realtà hanno cause e caratteristiche molto diverse.

E se fosse dermatite seborroica?

laevia

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Il test è realizzato in collaborazione con Laevia: creme e prodotti per dare sollievo alla pelle dai sintomi della dermatite seborroica.

La dermatite seborroica: una pelle ‘troppo’ iperprotettiva

La pelle è un mantello meraviglioso che avvolge il nostro corpo proteggendo gli organi da qualsiasi attacco da parte di agenti esterni come impurità, virus e batteri che possono alterare la loro funzionalità. Per adempiere a questo ruolo di barriera, la pelle deve mantenere le sue difese naturali, restare integra e crea un sottile strato di sebo, una sostanza grassa prodotta dalle ghiandole sebacee con funzioni emollienti e nutrienti della pelle. Può accadere, però, che le ghiandole sebacee producano grasso in eccesso, favorendo la crescita sulla superficie della cute del Pityrosporum ovale, un fungo microscopico più comunemente noto con il nome di “Malassezia furfur”, che si nutre di sebo. Questo fungo riesce a proliferare a dismisura, causando arrossamento e infiammazione della pelle. In risposta all’azione della Malassezia furfur, le cellule della pelle si riproducono velocemente e muoiono, dando inizio alla formazione di croste giallastre che segnalano che la pelle si rinnova. La superficie della pelle con dermatite seborroica appare sempre lucida e untuosa, con arrossamenti e infiammazioni cutanee coperte spesso da croste biancastre o giallastre, con forte prurito e, talvolta, anche dolore. Se ad essere colpito da dermatite seborroica è il cuoio capelluto, potrebbe verificarsi la perdita di capelli, soffocati dalle croste, fino a calvizie localizzate.

 

Il circolo vizioso dei sintomi della dermatite seborroica

Tanta voglia di grattare. È infatti il prurito, il punto focale ed anche la criticità della dermatite seborroica. Perché il meccanismo con cui insorge, riesce a mantenersi e a perpetrare è proprio vizioso: il sebo prodotto in eccesso, soprattutto nelle aree ricche di ghiandole sebacee come il cuoio capelluto, sopracciglia, ascelle e inguine, provoca la morte delle cellule e la desquamazione, che scatena il prurito eccessivo e lo stimolo a grattare la zona irritata che, quindi, accentuerà ulteriormente la formazione di croste e la produzione di sebo. Insomma, un peggioramento della situazione infiammatoria di base che pare non avere fine. L’eccesso di produzione di sebo nella dermatite seborroica non ha componente allergica, pertanto il suo controllo è difficile e complesso.

 

Se non c’entra l’allergia, cosa causa la dermatite seborroica?

Ancora non è possibile dire con assoluta certezza cosa provochi la dermatite seborroica, ma gli studi portano a ipotizzare che la causa principale sia un disturbo del sistema di difesa naturale della pelle, su cui possono influire vari fattori. La dermatite seborroica può avere origine da una predisposizione genetica, cioè la presenza di casi di malattia in famiglia, da squilibri ormonali o da carenze vitamine. Possono, però, svolgere un ruolo significativo anche agenti esterni tra cui l’esposizione a sostanze irritanti, smog e inquinamento o condizioni climatiche sfavorevoli come, ad esempio, un alto grado di umidità. Non ultimo, ci sono anche fattori psicologici come stress o depressione che potrebbero accentuare il problema.

 

La dermatite seborroica è un problema comune

Infatti le ultime stime riferiscono che la dermatite seborroica interessa tra il 3 e il 5% della popolazione globale, di prevalenza maschile con un rapporto di 6 maschi per ogni donna con dermatite seborroica. In l’Italia, di dermatite seborroica soffrono circa 2-3 milioni di persone, di cui il 20% sono giovani. La malattia si sviluppa di norma dopo l’adolescenza, tra i 20 e 40 anni, correlata alla variazione dei livelli ormonali, con possibili riacutizzazioni intorno ai 65 anni.

 

Orticaria e dermatite seborroica: diversi colori e problemi

Di certo, queste due malattie della pelle sono accomunate da un gran prurito e voglia di grattare. Ma la somiglianza tra orticaria e dermatite seborroica si ferma qui. L’orticaria compare con dei pomfi rilevati, talvolta pallidi e rosati e altre volte rossi, che non hanno niente a che vedere con le croste giallastre e piatte della dermatite seborroica. Un’altra differenza importante è la modalità di insorgenza: l’orticaria compare in risposta a una allergia alimentare, a un farmaco o a seguito di un contatto con una sostanza irritante. La risposta allergica è rapida, con forme irritative da lievi a moderate, fino ad alcuni casi molto aggressivi con shock anafilattici, a seconda della reattività dell’istamina, una molecola coinvolta nelle risposte infiammatorie e allergiche. L’orticaria può scomparire spontaneamente, allontanando l’allergene, o con l’uso di farmaci (antistaminici nei casi più blandi, corticosteroidi, epinefrina, cortisone negli episodi più gravi). La dermatite seborroica, invece, è una malattia con un andamento altalenante, con periodi di miglioramento e altri di riacutizzazione. Non ci sono cure per la dermatite seborroica ma si possono contrastare i sintomi attraverso una terapia mirata con cortisone o antimicotici e con rimedi come detergenti delicati e creme emollienti specifiche per cute e cuoio capelluto che il medico può prescrivere.

 

Psoriasi: dermatite seborroica, mi assomigli solo un po’

La psoriasi classica si presenta con un’area arrossata a margini netti, sovrapposta da croste di colore bianco madreperla provocate da un anormale ispessimento della pelle. Le sedi più colpite da psoriasi sono: gomiti, ginocchia, mani, coccige, cuoio capelluto, piedi. Anche la psoriasi ha, tra le cause, una componente genetica ma le cellule alterate sono diverse. Mentre nella dermatite seborroica sono le ghiandole sebacee a funzionare troppo, nella psoriasi a funzionare male sono i linfociti T, un tipo di cellule del sistema immunitario che sono iperattive e provocano la risposta allergica. Le cellule della pelle, in risposta all’infiammazione, diventano più spesse  e si riproducono rapidamente portando alla formazione delle croste. Dermatite seborroica e psoriasi hanno fattori scatenanti comuni, come ad esempio lo stress, ma nella psoriasi fa la differenza soprattutto lo stile di vita: l’abitudine al fumo e all’alcool, traumi indotti da sfregamento o l’uso/abuso di farmaci possono aggravare la malattia.  La terapia per la psoriasi di tipo lieve prevede l’uso di creme topiche emollienti o cheratolitiche a base di retinoidi, analoghi della vitamina D, cortisonici. Nelle forme moderate si può ricorrere alla fototerapia, mentre è necessario l’impiego di terapie sistemiche per via orale nelle forme gravi o avanzate di malattia.

 

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Magazine di Allergologia con i consigli pratici per combattere le allergie

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