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Intolleranza al lattosio, questa sconosciuta

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Molto frequente, ma ben poco conosciuta, l’intolleranza al lattosio è spesso causa di diarrea, gonfiore o altri sintomi intestinali (ma non solo…)

Gonfiore intestinale, soprattutto dopo i pasti, e dolorose coliche, episodi di diarrea o flatulenza. Ma anche sintomi di altro tipo, come malessere, debolezza e cefalea. Se vi capita di avvertire questo tipo di sintomi con una certa frequenza, la causa potrebbe essere l’intolleranza al lattosio.
Questo problema, ben diverso dall’allergia alimentare (l’allergia è una reazione immunologica contro le proteine del latte, con sintomi da lievi a molto gravi, fino allo shock anafilattico), è dovuto ad una ridotta capacità dell’organismo di digerire il lattosio, ovvero lo zucchero presente nei latticini. Si tratta di un deficit enzimatico – quindi un problema di tipo metabolico – che impedisce la corretta digestione del lattosio. L’alimento indigerito, pertanto, va incontro a fenomeni di fermentazione durante il transito nell’intestino, e può causare tutti quei fastidiosi sintomi già detti in precedenza.

 

Quanto è diffusa l’intolleranza al lattosio?

L’intolleranza al lattosio è piuttosto frequente nella popolazione, e mostra una notevole varietà geografica: si stima che nel centro Italia sia presente in circa il 20% dei soggetti adulti. Dobbiamo considerare, infatti, che la capacità di digestione di latte e latticini, per i soggetti adulti, è dovuta ad una mutazione genetica avvenuta non prima di 7 mila anni fa: un periodo molto recente nella storia dell’evoluzione. Prima di allora, solo i lattanti riuscivano a digerire correttamente il lattosio, mentre in seguito –probabilmente anche in seguito dell’inizio della pastorizia e dei conseguenti cambiamenti alimentari – anche gli adulti hanno acquisito questa capacità.

 

La diagnosi: dal sospetto alla conferma

Accorgersi della presenza di un’intolleranza al lattosio non è sempre semplice: in alcuni casi, i sintomi conseguenti all’assunzione di latticini sono palesi e la diagnosi è immediata. In altri casi, invece, i sintomi sono più sfumati e di difficile interpretazione. Non dobbiamo dimenticare, infatti, che il lattosio è contenuto come ingrediente “nascosto” in prodotti di vario tipo: dai dolci ed prodotti di pasticceria, agli insaccati. Non è raro, quindi, che anche i soggetti che hanno già escluso dall’alimentazione tutti i latticini possano continuare ad avere i sintomi.
Per la conferma diagnostica, è possibile eseguire il test del respiro o breath test, un test non invasivo ed assolutamente indolore, in grado di valutare se il lattosio viene correttamente digerito.

 

Terapia: eliminare o no i latticini?

Per la terapia, oltre all’eliminazione dei latticini dalla dieta – in casi selezionati e con alcune eccezioni per certi latticini che non contengono lattosio – si può far uso di integratori enzimatici o di integratori probiotici, che – contenendo fermenti vivi – contribuiscono al processo di digestione del lattosio e quindi sopperiscono al deficit enzimatico dell’intestino.

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Info Autore

Sono medico, allergologo ed immunologo, editor-in-chief di Allergia e Salute. Se hai trovato utile questo articolo clicca Mi piace! e condividilo.
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