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La diagnosi delle allergie: quali differenze ci sono tra i test cutanei e quelli su sangue?

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Il prick test e i test che dosano le IgE nel sangue dirette verso un particolare allergene (impropriamente chiamato ancora oggi RAST test) sono due indagini fondamentali in allergologia. Vediamo cosa sono e quando sono indicati.

 

Prick Test e dosaggio delle IgE specifiche

Il prick test è il primo passo nella diagnostica allergologica ed è quel test che si esegue ponendo sulla superficie anteriore dell’avambraccio una goccia di allergene in forma liquida, per poi “scalfire” leggermente la cute del braccio scalfendola con una lancetta sterile. Se il paziente è allergico all’allergene testato, dopo circa 10 minuti, si avrà una reazione di arrossamento e di gonfiore (ovvero un pomfo) accompagnati da prurito nella sede della puntura. La reazione è dovuta al fatto che, una volta scalfita la cute, l’allergene scende negli strati sottocutanei dove sono presenti le cellule dell’allergia, cioè i mastociti, e le IgE cioè gli anticorpi responsabili delle reazioni allergiche. Se sono presenti IgE specifiche per il determinato allergene testato, i mastociti vengono attivati e degranulano, cioè rilasciano le sostanze responsabili della reazioni allergiche e anche del pomfo che si viene a formare in sede di inoculazione dell’allergene.

Il prick test si può fare usando molteplici allergeni sotto forma di estratti liquidi (inalanti, alimenti, micofiti, acari della polvere e derivati epidermici di animali) ma anche con alimenti freschi ( il cosiddetto prick by prick).

Il test allergologico su sangue (una volta effettuato con la metodica RAST, oggi abbandonata perché si basava su reattivi radiomarcati, con le conseguenti difficoltà e problematiche di smaltimento) invece consiste nel dosaggio delle IgE specifiche per un determinato allergene nel siero del paziente. Si esegue con un normalele prelievo del sangue ed ė considerata una indagine di secondo livello, in quanto dovrebbe essere eseguita – se necessaria – solo dopo il prick test. Con questo test possono essere dosate le IgE dirette contro allergeni inalanti e alimenti e anche su determinanti allergenici molecolari quali LTP o profilina.

 

Prick Test e dosaggio delle IgE specifiche: quando si eseguono

Il prick test come già detto è un test rapido, scarsamente invasivo è praticamente indolore, che serve per diagnosticare allergie ad inalanti, alimenti e latice. È il primo passo nella diagnostica allergologica. Questo test tuttavia non può essere eseguito nel caso in cui il paziente assuma terapia antistaminica per via orale o sistemica (che deve essere sospesa da almeno 5 giorni al momento del l’esecuzione del test) o se il paziente presenta reazioni cutanee tali da non consentire la valutazione della risposta al test (orticaria, dermatite). È inoltre sconsigliato in gravidanza e nei casi di precedenti reazioni anafilattiche gravi.

Il dosaggio delle IgE specifiche è indicato quando il risultato dei prick test non correla con la storia clinica del paziente, quando sono presente alterazioni cutanee che rendono impossibile eseguire il prick test e quando il paziente non può sospendere la terapia con antistaminici che influenzerebbe il risultato dei test epicutanei. Il test su sangue non dovrebbe essere eseguito nel caso in cui i prick test abbiano dato esito negativo e la storia clinica non faccia sospettare una patologia allergica.

Entrambi i test dunque sono fondamentali per una corretta diagnosi delle patologie allergiche, ma è necessario che la scelta di eseguire un test o l’altro o entrambi deve essere guidata da uno specialista allergologo in relazione alla storia clinica del paziente. È inoltre fondamentale il ruolo dell’allergologo nell’interpretazione dei test, soprattutto di quelli sul sangue in relazione agli allergeni alimentari e alle cross reattività con gli allergeni inalanti, per non incorrere in spiacevoli errori e incomprensioni.

È importante sottolineare infatti, ancora una volta, che la sola positività di un test allergologico (sia esso cutaneo o su sangue) non permette – di per sé – la diagnosi di allergia. Affinché la diagnosi possa essere posta è necessaria la positività di un test allergologico insieme ad una storia clinica convincente di reazione in seguito all’esposizione a quello specifico allergene.

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Info Autore

Elisa Allegro

Dr.ssa Elisa Allegro
Specialista in Allergologia e Immunologia clinica

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