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Rinite allergica: il futuro è un giardino senza pollini

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Piantare alberi e cespugli che producono pollini ipoallergenici non trasportati dal vento può restituire il piacere di vivere nel verde alle persone con rinite allergica.

Troppi pollini nell’aria italiana

L’allergia ai pollini si manifesta quando un certo polline raggiunge elevate concentrazioni nell’aria.

Le piante si distinguono in due grandi gruppi a seconda di come avviene la dispersione dei pollini, o impollinazione. Le piante anemofile affidano i loro pollini al vento e per aumentare il successo dell’impollinazione producono pollini numerosi, leggeri e di piccole dimensioni. I pollini anemofili di allergie. Il polline anemofilo, inoltre, è spesso causa di allergie perché contengono proteine allergeniche che danno maggiori problemi

I pollini di piante entomofile, al contrario, vengono trasportati dagli insetti e perciò la loro distribuzione è più localizzata e legata alla diffusione dell’insetto che li trasporta. I pollini entomofili sono più grossolani e appiccicosi e precipitano subito a terra, quindi non possono diffondersi lontano o raggiungere concentrazioni soglia per causare disturbi come la rinite allergica. Inoltre, i pollini entomofili sono allergenici solo in alcune specie caratterizzate da una fioritura abbondante, come il tiglio e la mimosa.

In Italia, purtroppo, la maggior parte di piante e cespugli si riproduce attraverso il vento. Le piante anemofile sono le specie più diffuse in città e nei boschi, dove raggiungono addirittura il 90% della superficie verde. Alte concentrazioni di pollini aggravano i sintomi della rinite allergica e possono rendere sensibili agli allergeni anche le persone sane. Ma l’invasione si può fermare creando un verde senza pollini.

Semaforo verde anche per le persone con rinite allergiche

Anche le persone allergiche devono poter vivere gli spazi verdi, che da sempre hanno un impatto benefico sulla salute psicofisica delle persone. Come si possono realizzare giardini ipoallergenici o intere aree verdi a zero emissione di pollini accessibili alle persone con rinite allergica?

  • Diversificazione delle specie. Si possono scegliere specie di alberi e cespugli diversi tra loro, per evitare di raggiungere la concentrazione soglia dei pollini allergenici oltre ad ottenere un effetto estetico più ricco.
  • Scelta di sole piante femminili… In questo caso l’emissione di pollini sarebbe pari a zero, perché solo le piante maschili producono pollini, e quindi si possono scegliere anche specie che producono pollini allergenici mantenendo comunque basso il rischio di raggiungere la soglia limite e peggiorare i sintomi della rinite allergica
  • …e di specie di piante entomofili con impollinazione via insetti. Siccome i disturbi allergenici si manifestano quando un certo polline raggiunge elevate concentrazioni nell’aria, è meglio scegliere piante che affidano la loro impollinazione agli insetti anziché al vento.
  • Potatura anticipata. Conoscendo il periodo della fioritura di una determinata specie di pianta, si può programmare la potatura prima che avvenga l’impollinazione per limitare le emissioni di polline sul verde esistente e non dover ricorrere a rimedi che prevedono agenti chimici o spese aggiuntive.

 

Cipressi alti e schietti…e ipoallergenici!

Il cipresso comune è una specie di pianta che fiorisce in inverno e semina una grande quantità di polline attraverso il vento. Uno dei componenti del polline di cipresso comune causa le pollinosi invernali, infiammazioni delle vie respiratorie che si verificano nei mesi di febbraio-marzo, e aumenta la sensibilizzazione alle allergie primaverili.  Basti pensare che il 62% della popolazione del centro Italia è allergica o sensibilizzata al polline di cipresso a causa dell’aumento nell’aria di polline e altri inquinanti.

Un progetto di ricerca, nato dalla collaborazione tra l’Istituto di Protezione delle Piante del CNR e l’azienda vivaistica Giorgio Tesi Group di Pistoia, hanno selezionato piante di cipresso comune ornamentali con scarsa o nulla produzione di polline, per ridurre l’impatto allergenico sulla popolazione preservando la produzione di questa specie arborea. Lo studio segue due percorsi attraverso la selezione in campo di piante che producono pochissimo polline, caratteristica che deve mantenersi nelle stagioni successive, e l’impiego di biotecnologie vegetali, con cui i ricercatori inducono la sterilità della pianta attraverso il blocco della formazione degli organi genitali maschili.

Un futuro verde anche per le persone con rinite allergica? Si può fare! Basta che il giardiniere responsabile del progetto dell’area verde conosca le specie di piante allergeniche, perché è soprattutto nella progettazione di nuovi giardini che si può ottenere il massimo dei risultati nella battaglia ai pollini.

 

Tabella: Elenco degli alberi più comuni suddivisi in anemofili ed entomofili.

Caratteristica della pianta Anemofila Entomofila
Molto allergenici e da evitare Cipresso, Olivo, Betulla, Nocciolo, Carpino, Ontano. Nessuna
Potenzialmente allergenici da usare con moderazione Faggio, Castagno, Leccio, Farma, Noce, Platano. Tiglio, Mimosa, Rubinia, Ippocastano, Ligustro.
Scarsamente allergenici Olmo, Bagolaro, Acero montano, Cedro, Abete, Pino. Acero riccio, Albero di Giuda, Albizzia, Albicocco, Arancio, Ciliegio, Eucalipto, Koelreuteria, Liriodendron, Limone, Magnolia, Melo, Melia, Mirabolano, Nespolo, Paulownia, Pero, Sofora.
Dioici (le piante femminili non emettono polline) Acero americano, Broussonezia, Frassino, Ginepro, Eucommia, Gelso,Ginko, Maclura, Palma, Pioppo, Pistacchio cinese, Podocarpo, Schinus, Tasso, Torreya. Agrifoglio, Alloro, Carrubbo, Cocculus, Diospiro virginiana, Loto/kaki, Fico, Fitolacca, Laurelia, Gledizia, Gynnocladus, Idesia, Nyssa, Salke, Sassafrasso.

 

Fonte: SPECIALE ALLERGIE. Blossom Zine. Spring 2016 italiano.

https://issuu.com/blossomzine/docs/n12_blossom_zine_inserto_allergie
I CONSIGLI DELL’ALLERGOLOGO

allergologo

NON TUTTE LE PIANTE HANNO LA STESSA CAPACITÀ DI PROVOCARE ALLERGIE, PER QUESTO MOTIVO LA PREVENZIONE DELLE MALATTIE ALLERGICHE INIZIA GIÀ DALLA PROGETTAZIONE DEI GIARDINI E DEGLI SPAZI DI VERDE PUBBLICO: IN FUTURO, L’UTILIZZO PREVALENTE DI PIANTE A BASSO POTERE ALLERGENICO POTREBBE CONSENTIRE DI RIDURRE IL NUMERO DI SOGGETTI CON ALLERGIE RESPIRATORIE (E ANCHE L’INTENSITÀ DEI LORO SINTOMI).

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Info Autore

Magazine di Allergologia con i consigli pratici per combattere le allergie

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