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La rinite allergica e il suo impatto sulla qualità di vita. Le 10 cose da non sottovalutare

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Anche in questi giorni milioni di italiani sono costretti a fare i conti con le allergie. Fortunatamente nella gran parte delle regioni italiane la stagione dei pollini è nella sua fase calante. Ma anche questa primavera ci ha ricordato che la rinite è un problema da non sottovalutare!

  1. Avere sintomi nasali non è “normale”

Questa affermazione può sembrare sciocca, ma non lo è affatto. Molto spesso capita che i sintomi nasali compaiano gradualmente nel tempo, anche nell’arco di alcuni mesi ed il soggetto con la rinite possa, quindi, gradualmente “abituarsi” ad una condizione nella quale il naso è spesso ostruito. Quindi succede che la persona non riesca a rendersi bene conto di quello che sta succedendo, perché il peggioramento è graduale giorno dopo giorno e si ritrovi dopo alcuni mesi con una rinite allergica molto fastidiosa, senza essersi accorto di quando questa sia effettivamente iniziata, e talvolta senza nemmeno rendersi conto della reale entità dei sintomi. Spesso, in questi casi, la percezione del problema si ha quando finalmente – ricorrendo alle giuste terapie – il naso si libera nuovamente ed allora, nel giro di pochissimi giorni, si torna a respirare senza problemi.

  1. La rinite e il suo impatto sulla qualità di vita

Sarà perché nella vita frenetica non facciamo molta attenzione ai messaggi che il nostro organismo ci invia. Sarà perché tutti noi, almeno qualche volta in passato, abbiamo avuto il naso ostruito per un comune raffreddore, e crediamo che anche la rinite passi da sola nel giro di alcuni giorni. Forse per qualcuna di queste cause, forse per altri motivi ancora,  la rinite è considerata troppo spesso una patologia banale. Diversi studi scientifici invece ci dimostrano proprio il contrario: la rinite allergica è una malattia che ha importanti ricadute sulla vita quotidiana di chi ne è affetto: riduce la performance scolastica e/o lavorativa, interferisce con il riposo notturno, determina un’importante riduzione – nel complesso – della “qualità di vita”, un aspetto ritenuto sempre più cruciale nella medicina moderna.

  1. La rinite allergica rispetto ad altre malattie…

Non tutte le malattie hanno lo stesso peso, in termini di “gravità”. Tuttavia la rinite, molte volte, è etichettata come malattia “banale” senza considerare tutte le ripercussioni che ha sulla vita dei soggetti coinvolti. Senza considerare la sua altissima diffusione: in Italia quasi il 30% delle persone soffre di rinite allergica, quindi, le ricadute sociali in termini di giornate di lavoro perse e di costi per il sistema sanitario sono molto alti.

Uno studio interessante, condotto da un gruppo di ricercatori spagnoli e pubblicato nel 2012 sull’American Journal of Rhinology and Allergy, ha calcolato che la rinite allergica ha un impatto sulla produttività lavorativa maggiore di quanto non lo abbiano due temibili patologie croniche quali l’ipertensione arteriosa ed il diabete mellito.

  1. Se trascurata, la rinite allergica può contribuire allo sviluppo di ulteriori problemi di salute

È ampiamente dimostrato che una larga parte dei soggetti con rinite allergica soffre anche di asma bronchiale e viceversa: nei soggetti asmatici la rinite allergica è diffusissima. Quello che sappiamo oggi, è che questa associazione non è affatto casuale. Una rinite allergica fuori controllo, con conseguente infiammazione delle vie respiratorie “alte” può favorire lo sviluppo di asma bronchiale. Per questo motivo, la rinite allergica – specialmente se non trattata nella maniera adeguata – è considerata anche dalle attuali linee guida internazionali ARIA come un fattore di rischio per lo sviluppo successivo di asma bronchiale. Un motivo in più per non trascurare il naso!

  1. I trattamenti per la rinite allergica sono efficaci e ben tollerati

Le attuali terapie farmacologiche, insieme alle norme ambientali per la riduzione dell’esposizione agli allergeni, sono altamente efficaci nel controllo dei sintomi e nella riduzione dell’infiammazione allergica. Le linee guida internazionali ARIA consigliano l’utilizzo dell’antistaminico (per via orale o locale grazie a spray nasale) sia nelle forme più lievi di rinite (rinite lieve-intermittente) che nelle forme più importanti. Per queste ultime, in associazione all’antistaminico è associato  il cortisonico, nella maggior parte dei casi locale, sottoforma di spray nasale. Infatti, nelle riniti allergiche persistenti, il cortisonico rappresenta il gold standard per il trattamento di queste forme di rinite. Una novità per il trattamento della rinite allergica è rappresentata da un prodotto che associa un antistaminico e un corticosteroide in un unico spray nasale. La presenza di due principi attivi in un unico spray nasale permette un’azione sinergica dei due principi attivi a livello locale, bloccando i sintomi della rinite allergica proprio nel punto da cui hanno inizio.

L’utilizzo di terapie “locali” intranasali – ovvero lo spray – è oggi un fondamento della corretta gestione terapeutica della rinite allergica, perché consente di massimizzare l’effetto terapeutico riducendo al minimo gli effetti collaterali. Ciò che infatti viene “spruzzato” nel naso agisce nel ridurre l’infiammazione ed i sintomi, ma viene assorbito solo in minima parte dal resto dell’organismo, con riduzione al minimo dei possibili effetti collaterali.

Proprio grazie all’utilizzo della terapia intranasale, oggi il trattamento della rinite allergica è molto efficace ed al tempo stesso ben tollerato.

  1. Fare di più non sempre significa fare meglio

Nei casi in cui i sintomi sono particolarmente importanti e fastidiosi, è possibile che il trattamento iniziale della rinite non sia del tutto efficace. In questi casi, la tentazione – sia da parte del paziente che da parte del medico – è spesso quella di aggiungere ulteriori prodotti terapeutici, siano essi farmaci o rimedi di altro tipo.

Questo percorso può considerarsi corretto quando il medico gestisce la malattia del paziente secondo le raccomandazioni medico-scientifiche delle linee guida, che prevedono un trattamento “a gradini” con incremento delle terapie in base ai sintomi e alla loro intensità e frequenza. .

È comunque bene ricordare che aumentare la “complessità” del regime terapeutico (il numero di farmaci, il numero delle somministrazioni ecc.) può rendere difficile la gestione della terapia stessa da parte del paziente.

Quando possibile, lo schema terapeutico dovrebbe essere organizzato nella maniera più semplice: minor numero di farmaci, minor numero di somministrazioni!

  1. L’importanza del medico

Una delle conseguenze della scarsa attenzione che spesso viene data alla rinite allergica si riflette nel “ritardo” con cui, in media, i pazienti si rivolgono al medico. È risaputo che prima di rivolgersi al medico di famiglia o allo specialista un paziente con rinite sopporta i sintomi per diversi mesi oppure utilizza con costanza i prodotti “da banco” o i rimedi cosiddetti “alternativi”.

Tutto ciò può avere conseguenze sfavorevoli sull’evoluzione della malattia allergica.

Questo tipo di approccio andrebbe in realtà ribaltato: rivolgersi precocemente al medico e in particolare allo specialista allergologo, consentirebbe di affrontare la rinite nella maniera corretta fin dall’esordio dei sintomi, migliorando così la qualità di vita e riducendo il rischio di complicanze.

  1. I test allergologici

Uno dei motivi fondamentali per cui rivolgersi allo specialista allergologo precocemente dopo l’esordio dei sintomi della rinite, consiste nella possibilità di individuare – con dei semplici test cutanei o su esami ematici – quali sono (se ci sono!) allergeni che scatenano la reazione allergica a livello delle vie aeree.

Identificare correttamente gli allergeni scatenanti consente di gestire al meglio la terapia, programmandola nei periodi necessari e consentendo di interromperla nei periodi nei quali non vi è esposizione allergenica.

  1. Il calendario pollinico

Una volta documentata l’allergia, è importante tenere conto dei periodi nei quali il polline è presente nell’aria. Tale periodo varia considerevolmente in  base al tipo di polline, al clima (quindi anche da un anno all’altro), alla stagionalità ed alla regione geografica. Per aiutare sia il paziente sia il medico a districarsi tra tutte queste informazioni esistono dei “calendari pollinici”… qui trovi il calendario pollinico di Allergia e Salute!

  1. Utilizzare correttamente le terapie

E per finire, un consiglio meno scontato di quanto possa sembrare: affinché siano efficaci, le terapie devono essere assunte con precisione secondo la prescrizione medica. Nel caso degli spray nasali, così importanti nel trattamento della rinite, è anche importante la modalità di somministrazione.

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Info Autore

Sono medico, allergologo ed immunologo, editor-in-chief di Allergia e Salute. Se hai trovato utile questo articolo clicca Mi piace! e condividilo. Se vuoi contattarmi per un consiglio o una visita clicca qui >>

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